Sicurezza
Maxi piscina, il sindaco dice addio alla copertura
Marciana Marina: il Comune blocca l’intervento per gli alti costi energetici. Ma per la minoranza l’impianto aperto resta una cattedrale nel deserto
MARCIANA MARINA. La piscina semi-olimpionica continua a far discutere. Dopo un’interpellanza dei consiglieri di minoranza Paolo Di Pirro e Francesco Gentili, che chiedevano il piano industriale, la previsione di apertura e tutti i costi per la realizzazione del polo natatorio, il Comune di Marciana Marina ha dovuto fare chiarezza in consiglio.
Secondo la minoranza la gestione della vasca scoperta è proibitiva a causa dell’apertura tipicamente stagionale (da aprile a ottobre), ma l’amministrazione pensa il contrario. «Mantenendo l’impianto aperto – scrive nella risposta all’interpellanza il responsabile del servizio lavori pubblici del Comune di Marciana Marina, Rosario Navarra – i costi di gestione verrebbero pressoché azzerati o comunque limitati». Per l’ufficio tecnico restano da capire i costi di manutenzione ordinaria e straordinaria, nonché di personale, della vasca priva di copertura.
«Tutto ciò sarà oggetto di una gara – commenta il sindaco Andrea Ciumei – quindi non posso scoprire le carte, solo dire che nelle nostre casse entreranno 24mila euro di contributi statali dai due impianti fotovoltaici, l’ultimo dei quali sarà ultimato entro fine anno». Secondo il primo cittadino marinese coprire la piscina complicherebbe le cose. «Con la crisi in atto certe scelte sono molto difficili – continua Ciumei – e nonostante il ministero dell’Ambiente eroghi fondi di questo tipo, al momento non me la sento di andare fino in fondo. Probabilmente il nostro rientrerebbe nei progetti da finanziare in quanto le nostre certificazioni ambientali ci avvantaggiano rispetto alla concorrenza, ma con una piscina coperta la gestione sarebbe economicamente insostenibile».
Proprio Navarra, nella sua relazione, «sconsiglia la realizzazione, almeno in questa prima fase, della copertura, in quanto per poter produrre autonomamente la quantità di energia elettrica necessaria a soddisfare i fabbisogni termici del polo, sarebbe necessario un impianto fotovoltaico venti volte superiore». «Ci sono troppe variabili da tenere in considerazione – sottolinea Ciumei – anche se la tecnologia esiste già ed è a buon mercato. Tuttavia, tenendo conto del momento non propizio, ci riserviamo di dare seguito all’apertura del centro socio-sportivo e contemporaneamente valutare con gli uffici preposti e l’Agenzia energetica provinciale di trovare una soluzione per la copertura della piscina al minor costo possibile, in modo che con la co-generazione (l’energia di scarto utilizzata per il raffreddamento dei generatori usata per scaldare la vasca) si possano reperire fondi per la comunità».
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