Sicurezza
SIDERURGIA, UNA QUESTIONE NAZIONALE
DI ADRIANO BRUSCHI. La situazione è grave… gravissima. Si discute della permanenza del ciclo integrale ma in realtà si sta approntando la dismissione quasi completa della siderurgia Piombinese e i...
DI ADRIANO BRUSCHI. La situazione è grave… gravissima. Si discute della permanenza del ciclo integrale ma in realtà si sta approntando la dismissione quasi completa della siderurgia Piombinese e i tempi delle decisioni sono ravvicinati.
Le perdite economiche della Lucchini fanno sì che la marcia degli impianti non possa durare per molto. Se il compratore è Klesch, una finanziaria svizzera, le indiscrezioni riportate dalla stampa, indicano già la scelta di speculazioni immobiliari nell'area, con la “promessa” di costruzione di un forno elettrico.
L'ipotesi di un forno elettrico in sostituzione del ciclo integrale, ammesso che si faccia, prevede tecnicamente che possa andare in funzione non prima di cinque anni, nel frattempo tutti a casa.
Solo un miracolo può salvare la siderurgia piombinese, in questo miracolo il ruolo più importante lo può giocare solo il governo che è il solo ad avere la possibilità di convincere le banche, avere una politica industriale e delineare un progetto per la siderurgia nazionale, per questo territorio.
È anche difficile pensare che un banchiere come il Ministro Passera e un governo di banchieri s'imponga contro alle banche su un problema specifico e limitato ad un territorio, occorre mettere sul piatto tutta la siderurgia italiana.
Quasi tutte le industrie siderurgiche italiane sono in una fase critica. Il nanismo delle imprese, gli scarsi investimenti in processi e prodotti innovativi, la ricerca che non sono in grado o che non hanno voluto fare, la frantumazione della filiera produttiva fra produzioni primarie e verticalizzazione del prodotto, la mancanza di un approvvigionamento stabile delle materie prime, stanno portando alla distruzione di un settore economico.
Da sole le imprese non sono in grado di fare politica industriale, non colgono le convenienze di fare sistema, di aggregarsi per rinnovarsi; l'incalzare della crisi toglie anche quelle poche risorse per investire per il domani, pensando alla sopravvivenza dell'oggi.
Occorre spingere il governo a chiedersi quale siderurgia vuole per il futuro. Il governo potrebbe far capire alle banche che la maggiore convenienza non è raggranellare subito quei soldi che deriverebbero dalla cessione al migliore offerente, per qualsiasi speculazione, ma dalla costruzione di una sinergia fra imprese e dall'evitare un ben più grosso default derivato dai fallimenti di tante altre aziende del settore. Fargli capire che il sistema del credito potrebbe avere un ruolo solamente se saprà cogliere i cambiamenti in atto, e saprà favorire quelle scelte che vanno nella direzione della trasformazione e modernizzazione del sistema paese.
Se il governo non si impegna in questo, le banche e le finanziarie finiranno per spolpare questa industria tirando a capitalizzare il più possibile, senza nessun ritegno e fra poco a Piombino non rimarrà neppure un bullone. I rappresentanti del partito che ha governato con continuità per oltre 60 anni su questo territorio, coloro che si confronteranno alle primarie, sono disponibili ad impegnarsi verso il governo?
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