Il Tirreno

Energia dalle miniere, opere collaudate

Energia dalle miniere, opere collaudate

Disco verde per la connessione alla rete, verranno installati 450 pannelli solari a Vigneria

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RIO MARINA.

Anche l’ultimo atto si è compiuto per l’installazione dell’impianto fotovoltaico nell’ex comparto minerario del monte Giove. Il collaudo di connessione alla rete (pari alla potenza complessiva di 970 Kwp) si è felicemente concluso. Luce verde, dunque, per far partire il primo dispositivo di “energia pulita” sulla maggiore isola della Toscana. Adesso davvero si può parlare di mettere a dimora qualcosa come 450 pannelli solari che saranno adagiati sistematicamente su una superficie della valle Dl Giove di circa tre ettari di terra rossa. Un progetto, cui il commissario prefettizio, Girolamo Bonfissuto, ha dato un impulso notevole per la sua realizzazione. Quando entrerà in funzione si ha ragione di ritenere che l’intero paese sarà illuminato da valle Giove e anche in grado di provvedere al riscaldamento nel periodo invernale, per chi si serve di energia elettrica per riscaldare le proprie abitazioni.

Si prevede che quando il sistema entrerà a regime da questa terra che un tempo vide l’escavazione del ferro si svilupperà un’ “energia pulita” complessiva pari a circa tre mila chilowatt picco all’anno. Il costo dell’opera prevedeva un impegno di spesa di circa cinque milioni di euro, di cui 365 sono giunti come contributo dal Ministero dell’Ambiente. Una una svolta davvero epocale per quanto riguarda l’approvvigionamento energetico per uso domestico. Appaiono lontani anni luce i tempi di quando venne portata l’energia elettrica a Rio Marina nei primi anni del Novecento, favorita rispetto ad altre zone dell’Elba in quanto qui esistevano gli impianti per l’escavazione del ferro, unitamente ad un’attività portuale davvero intensa per quel periodo. Adesso si cambia pagina.

Si muta aspetto. La valle del Giove apparirà non più come eravamo soliti vedere con quello che resta dell’attività mineraria, i solchi provocati dalle escavatrici e un terreno martoriato dal continuo passaggio dei mezzi pesanti della miniera, ma si presenterà con un immensa superficie contrappuntata da pannelli solari che catturano i raggi del sole trasformandoli in energia. Quello di Rio Marina diventerà l’esempio tangibile per chi da anni propaganda i benefici che si possono ricavare da una simile realizzazione in termini di costi generali e d’impatto ambientale in particolare, senza far riferimento al dato scontato rappresentato dalle varie occasioni di lavoro che l’impianto presenterebbe soprattutto per chi cerca nuova occupazione. Rio Marina diventerebbe una pietra di paragone, un buon banco di prova sulle cosiddette energie alternative e su come esse si traducono nella realtà.

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