Il dolore
Lucchini, il governo chiede tempi stretti
Incontro al ministero con l’advisor Rothschild: meno di un mese di tempo a banche e Cda per valutare l’offerta Klesch
Arrivare in un modo o in un altro a chiudere la vicenda Lucchini entro la fine di novembre. Il sottosegretario allo Sviluppo economico Claudio De Vincenti ha chiesto all’advisor di Lucchini, Rothschild, di stringere i tempi nella valutazione della manifestazione di interesse di Klesch, il Fondo d’investimenti svizzero che per il momento è l’unico possibile acquirente della Lucchini rimasto in campo. Scoprire le carte di Klesch appare dunque come l’ultima spiaggia prima di mettere in campo l’alternativa dell’amministrazione straordinaria con la nomina di un commissario di governo.
Questo è quel poco che è trapelato dall’incontro che si è svolto ieri al ministero, durante il quale è stata esaminata nel dettaglio la situazione finanziaria del Gruppo Lucchini. Nei primo otto mesi di quest’anno l’azienda ha perso oltre 64 milioni di euro. Un salasso che è stato per il momento tamponato dalle banche trasformando 100 milioni del credito in partecipazioni azionarie. E proprio ieri la stampa specializzata riportava la notizia che la prima tranche della conversione del credito, pari a 5,49 milioni, è stata sottoscritta dalla banche. Soldi che tuttavia servono solo ad evitare che il debito Lucchini superi il valore patrimoniale e che la società sia costretta a portare il libri in tribunale.
L’incontro di ieri al ministero era molto atteso sia dai sindacati che dalle istituzioni locali. Ieri mattina, per far sentire la voce dei lavoratori, si è svolto alla Lucchini uno sciopero di tre ore, dalla 9 alle 12, durante il quale è stato organizzato un presidio davanti alla portineria centrale della fabbrica.
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