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in difesa dell’ospedale

E ora l’opposizione tende la mano al sindaco

E ora l’opposizione tende la mano al sindaco

PORTOFERRAIO. «Non è una questione politica, si tratta solo di difendere il diritto alla salute degli elbani». È Roberto Marini, capogruppo della lista civica “Gente Comune”, a svelare per primo la...

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PORTOFERRAIO. «Non è una questione politica, si tratta solo di difendere il diritto alla salute degli elbani». È Roberto Marini, capogruppo della lista civica “Gente Comune”, a svelare per primo la linea dei gruppi di minoranza di fronte alle dimissioni di Roberto Peria, alzandosi in piedi con tutti gli altri consiglieri per applaudire il discorso del sindaco. Chi si aspettava i soliti contrasti tra schieramenti politici diversi, insomma, è rimasto deluso. «Ci auguriamo che questa scelta determinata sia anche determinante – ha detto Marini – ma purtroppo dobbiamo prendere atto del fatto che questo territorio, ormai da anni, non viene più ascoltato. Non siamo più disposti a sottostare alla legge dei numeri del direttore Asl Calamai, siamo un’isola con esigenze particolari. I diritti degli elbani devono essere rispettati».

Il clima di unità diffusa del consiglio è stato solo parzialmente disturbato dopo l’intervento di Cosetta Pellegrini che non ha risparmiato frecciate alla gestione targata Segnini della Conferenza dei sindaci. Alla fine però ha prevalso l’empatia nei confronti del primo cittadino che, solo pochi minuti prima, aveva annunciato una decisione importante.

«Sono un inguaribile ottimista – ha esordito Leopoldo Provenzali, capogruppo del Pdl in consiglio comunale – eppure a guardare quanto sta accadendo alla sanità elbana anche il mio ottimismo sta vedendo aprirsi delle crepe. Le dimissioni di Peria le leggo come una provocazione per far cambiare idea a chi da Firenze e da Livorno non ci ascolta».

Durante i vari interventi non è mancato chi, tra i consiglieri, si è mostrato disponibile a iniziative di protesta più o meno eclatanti, per sostenere la scelta di Peria. Se Marini ha detto che il ricorso a iniziative di disobbedienza civile pare inevitabile, Adalberto Bertucci (Pdl) ha espresso un’idea diversa: «Qualora in questi giorni che mancano dall’ufficializzazione delle dimissioni del sindaco non arriveranno le risposte che chiediamo – ha spiegato – ci muoveremo per convincere i cittadini a riconsegnare in blocco, entro il 31 dicembre, tutti i certificati elettorali».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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