Il Tirreno

Concordia, ora l’appalto è più vicino

Pronto lo studio di fattibilità della Regione, nel nostro porto verrebbe realizzato un bacino ad hoc

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PIOMBINO. Non ci sono conferme ufficiali e nemmeno indicazioni su tempi e modi: ma nuove indiscrezioni provenienti da fonti qualificate fanno intendere come l’assegnazione al porto di Piombino dei lavori per lo smantellamento della Concordia si stia trasformando in qualcosa di più di una semplice ipotesi.

Un fatto che darebbe una boccata d’ossigeno a una città segnata dalla crisi occupazionale e dalla situazione delle aziende siderurgiche.

Sarebbe anche un premio al lavoro fatto in silenzio dal sindaco Gianni Anselmi, che ha trovato una sponda importante nel presidente della Regione Enrico Rossi. Proprio la Regione avrebbe ormai pronto lo studio commissionato sulla fattibilità del progetto.

Elementi decisivi sarebbero la capacità del porto di Piombino di affrontare un lavoro di questa mole, ma soprattutto la vicinanza dal Giglio, che avrebbe a convinto i più scettici. Sono infatti evidenti le difficoltà di trasferimento del relitto verso i porti di città (ad esempio Livorno e Palermo) che inizialmente sembravano favoriti nella corsa a un appalto da 300 milioni, che darebbe lavoro per un paio d’anni.

Per arrivare a Piombino è stimato che alla Concordia, trainata dai rimorchiatori, servirebbe un giorno di navigazione, tragitti più lunghi sono considerati molto rischiosi viste le precarie condizioni in cui s’immagina sarà la Concordia, una volta rimessa sulla linea di galleggiamento.

Peraltro i problemi dei fondali richiesti (almeno 19 metri) accomunavano tutti i porti, visto che nessuno ha queste caratteristiche. E a Piombino, sempre secondo indiscrezioni, sarebbe possibile la costruzione di un bacino ad hoc per le operazioni.

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