Il Tirreno

Tante idee, però il paese è di nuovo chiuso per ferie

di Paolo Federighi
Tante idee, però il paese è di nuovo chiuso per ferie

A San Vincenzo sono davvero pochi i negozi rimasti ancora aperti Polemici i commercianti che invece non hanno tirato giù le saracinesche

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SAN VINCENZO. C’è chi chiude per ferie, c’è chi chiude perché preferisce lavorare solo durante la stagione estiva, e c’è chi, invece – è il caso de “La Fontana” – chiude dal 5 novembre al 25 febbraio per protesta contro l’amministrazione comunale, la quale non avrebbe mai dettato le linee guida del turismo extraestivo.

In tutti i casi, le buone intenzioni espresse da molti commercianti non più là dello scorso mese di settembre, sembrano essere cadute nel nulla, o poco di più.

A camminare per la zona blu, in questi giorni, vediamo solo pochi negozi aperti. Poco sembra essere cambiato dagli anni scorsi e da una sinfonia ormai stancante di chiusure a raffica dopo il mese di settembre. Stride l’accozzaglia di intenzioni e fatti. Mentre alcuni commercianti si dannano l’anima per organizzare eventi che ripopolino la zona blu e il centro del paese, molti fanno da gnorri, non collaborano e vanno per la propria strada, ossia quella delle ferie prolungate. La concertazione tra commercianti non è mai stata il punto forte della categoria, a San Vincenzo.

Tra i commercianti, c’è chi dice che basterebbe fare un calendario ferie, evitando di chiudere tutti insieme.

Dall’altra parte, tuttavia, c’è il problema delle presenze: se la gente non c’è – si chiedono in tanti – perché spendere e basta per tenere aperta la propria attività?

Il controcanto è chiaro: perché allora - dicono altri che stanno cercando di portare nuova linfa al centro – invece di dire che la gente non c’è, non ci aiutate a farla venire collaborando con noi ad organizzare e programmare eventi? Pare che sia difficile, tra tante voci, trovare un accordo di cui non solo possano beneficiare i singoli commercianti, ma il paese intero.

Resta, in questo momento, la tristezza che sconforta e rende quasi passivi all’attraversare il centro, il pomeriggio, quasi da soli, o con qualche altra “mosca bianca” che cammina vicino a te. C’è da sottolineare, comunque, che coloro che avevano promesso di restare aperti, in realtà hanno rispettato la propria promessa e non hanno chiuso. Non è un periodo roseo per nessuno, a livello economico, ma quel poco di sacrificio che consiste nel non chiudere e proporre qualcosa ai visitatori e agli stanziali, sembra eccessivo sforzo per molti. Una cosa, per molti cittadini, pare certa: così un paese non può crescere, così come non si può migliorare se a dettare le linee guida non è l’amministrazione comunale. Il deserto, intanto, sembra sempre più grande man mano che i giorni avanzano e il freddo cresce.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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