Il Tirreno

L’attesa infinita dei risarcimenti

di Luca Centini
L’attesa infinita dei risarcimenti

Solo a dicembre i soldi (pochi) dal governo per i veicoli Look del paese ok, ma la messa in sicurezza è solo all’inizio

4 MINUTI DI LETTURA





MARINA DI CAMPO. Strade pulite, lungomare in ordine. I negozi aperti sonnecchiano, preparandosi al letargo invernale. Niente riporta alla memoria il mare di fango e distruzione che 12 mesi fa mise in ginocchio il paese. Eppure la ferita dell’alluvione è ancora aperta, invisibile. Al posto dei negozi sottosopra e delle abitazioni violate dal fango c’è la rabbia trattenuta per i risarcimenti che, di fatto, non sono ancora arrivati, per i mutui non concessi dalle banche, per i risparmi mangiati dalla necessità di ricostruire case e imprese.

Gli interventi prioritari messia punto dall’amministrazione comunale, dalle altre istituzioni coinvolte e in primo luogo dal sacrificio dei tanti cittadini che si sono rimboccati le maniche di fronte al disastro, hanno premesso di rimettere in piedi il paese in tempi record, così da non compromettere la stagione turistica. Ma la ricostruzione e la messa in sicurezza del territorio alluvionato, sia di Campo che di Marciana, procede scandito dai tempi lunghi della burocrazia.

Risarcimenti. Oltre al danno, anche la beffa. Il fatto che il governo Berlusconi sia caduto poco dopo all’alluvione di Marina di Campo ha fatto in modo che le procedure si diluissero nel tempo. Così se ad Aulla la dichiarazione dello stato di emergenza è arrivato pochi giorni dopo rispetto all’evento, l’Elba ha dovuto attendere febbraio per vedersi riconosciuto lo stato di emergenza, marzo inoltrato - dopo numerose pressioni politiche - per l’ordinanza di protezione civile che ha sbloccato i soldi destinati ai risarcimenti privati. Ma la cifra, poco meno di 3 milioni suddivisi in una tranche immediata di 2,2 milioni e un’altra di 750mila euro a fine anno, è considerata sia dalla Regione che dai cittadini insufficiente. Basti pensare che i danni approssimativi ipotizzati dal Comune, in assenza di una stima precisa, si aggirerebbero intorno ai 50 milioni.

Dei 3 milioni in arrivo dal governo 500mila saranno versati ai privati (danni a veicoli e abitazioni), 2,5 milioni alle imprese. Il commissario straordinario Enrico Rossi, a inizio ottobre, ha attivato le procedure per i rimborsi dei veicoli danneggiati che dovrebbero essere percepiti dai privati a dicembre. In questi mesi gli alluvionati hanno visto come risarcimenti 100mila dalla Camera di Commercio (rispetto agli 800mila di Aulla), 50mila dall’ente bilaterale del turismo, altri 30mila raccolti dal Comitato Alluvione. I soldi raccolti da Banca dell’Elba (124mila euro) sono ancora fermi in attesa di essere destinati. Nel frattempo centinaia di cittadini e imprese hanno prosciugato i propri risparmi per ricostruire case e negozi o, caso peggiore, si sono trovati costretti a chiedere finanziamenti bancari.

La ricostruzione. Altro capitolo è quello della ricostruzione. «Il Comune ha investito 1,6 milioni dal bilancio per ricostruire il paese – spiega il sindaco Vanno Segnini – abbiamo fatto una scelta: salvare la stagione turistica e restituire servizi alla cittadinanza». Il Comune ha infatti ripristinato luoghi chiave come il Lungomare e l’area a mare di Cavoli, rifacendo il look del paese, mentre la Regione si è fatta carico degli interventi strutturali di messa vin sicurezza del reticolo idraulico del territorio. Da Firenze, infatti, sono stati stanziati per Marina di Campo 5 milioni, altri 5 per Procchio oltre a 500mila per gli interventi si somma urgenza e altri 500mila per dare fondo alle opera di manutenzione ordinaria del Consorzio di bonifica. Altri 2 milioni di euro serviranno per interventi idraulico-forestali.

A giorni dovrebbe partire l’opera di realizzazione di una vasca di contenimento nella parte a monte del fosso degli Alzi, mentre occorrerà attendere il nuovo anno per veder partire gli altri interventi di messa in sicurezza idraulica. L’abbattimento dell’ecomostro di Procchio, legato a doppio filo alla messa in sicurezza del fosso di Vallegrande, è slittato di diversi mesi. Il grosso dei lavori della Regione, insomma, deve ancora partire, bloccato nelle maglie della burocrazia.

Discorso simile per gli impegni assunti dalla Provincia che è intervenuta con una quota di 1,7 milioni per portare a termine interventi urgenti sulla viabilità, ma non ha ancora iniziato opere strategiche - per 1,2 mlioni, tra cui la sistemazione del fondale del porto, il trasferimento delle sabbie dagli Alzi alla spiaggia di Marina di Campo e la sistemazione del muro di contenimento all’altezza della foce del Bovalico. La ricostruzione, insomma, è ancora agli inizi dopo un anno dal disastro, con la situazione dei fossi che rappresenta, per i cittadini, la preoccupazione più grande ora che le piogge tornano a battere l’isola.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa