Il Tirreno

Il sindaco chiede l’intervento di Mps

di Giorgio Pasquinucci
Il sindaco chiede l’intervento di Mps

Appello al presidente Profumo perché convinca le banche creditrici della Lucchini a cedere il passo al commissario

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PIOMBINO. Il sindaco Gianni Anselmi chiede l'intervento del presidente del Monte dei Paschi, Alessandro Profumo, per convincere le banche creditrici della Lucchini a cedere il passo e concretizzare così la disponibilità del governo ad intervenire nominando un commissario straordinario, secondo quanto previsto dalla legge Marzano. Lo fa con una lettera (che pubblichiamo a fianco) richiamando le vicende che da oltre due anni hanno coinvolto la Lucchini «auspicando un nuovo atto di responsabilità di Mps, prima banca del territorio e primo creditore di Lucchini, per portarci fuori da questa situazione che comincia ad alimentare tensioni sociali comprensibili e sempre più preoccupanti».

E la lettera del sindaco a Profumo arriva proprio alla vigilia dell'incontro che stamani alle 11 l'advisor della Lucchini Rothschild avrà al ministero dello Sviluppo economico proprio per chiarire alla posizione delle banche e del Cda, che nella riunione di venerdì scorso ha espresso chiaramente la volontà di non chiedere l'amministrazione straordinaria per approfondire, al contrario, i termini della manifestazione di interesse presentata dal Fondo svizzero Klesch.

In questo quadro si inserisce lo sciopero di tre ore a scacchiera indetto per oggi da Fim, Fiom e Uilm e dalle Rsu. Il Tpp, la Lucchini servizi e le imprese si fermeranno dalle 7 alle 10, gli impianti nuovi e quelli marittimi dalle 9 alle 12, l'acciaieria e i servizi cokeria dalle 10 alle 12 e, infine, i lavoratori del turno spezzato dalle 9 alle 12.

Il braccio di ferro con il Cda si fa intanto sempre più duro, tanto che oggi i sindacato organizzeranno un presidio davanti alla portineria centrale con l'intenzione di impedire l'ingresso in fabbrica ai membri del Cda ed ai principali dirigenti Lucchini. «Abbiamo sfiduciato da tempo questo Cda – sostiene il segretario provinciale della Fiom Luciano Gabrielli – e siamo fermamente contrari con il piano che la Rothschild andrà oggi a presentare al governo. Un piano che nelle intenzioni di Klesch prevede la sostituzione dell'area a caldo con un forno elettrico e non assicura una prospettiva allo stabilimento né da certezze per il mantenimento dei livelli di occupazione».

Lo scontro si fa dunque sempre più duro. Il sindacato torna a chiedere che il Cda si faccia da parte e lasci il campo ad un commissario del governo. «L'unica possibilità di salvezza – sostiene Gabrielli – è quella di realizzare sinergie tra gli stabilimenti di Piombino, Taranto e Genova». Ed è per questo che i sindacati insistono nella necessità che il governo convochi un tavolo per la siderurgia.

Ieri intanto ieri in Magona si sono svolte le assemblee per illustrare ai lavoratori gli esiti dell'incontro che si è svolto lunedì al ministero. I sindacati, pur mantenendo tutte le loro preoccupazioni, considerano positivo il dichiarato interesse di Arcelor Mittal di restare a Piombino. Così come ritengono importanti le aperture del governo ad inserire Magona tra le aziende che potranno beneficiare della agevolazioni previste dal decreto energia, sulle bonifiche e sull'inserimento di Piombino tra le aree di crisi complessa previste dal decreto sviluppo.

«È chiaro però – sostengono i sindacati – che anche Mittal dovrà metterci del suo. L'attuale assetto produttivo non può reggere a lungo. È necessario rimettere in marcia gli impianti fermati e assicurare gli investimenti per ridare competitività allo stabilimento, sviluppando anche le possibili sinergie».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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