Sicurezza
Ferita ancora aperta, la pioggia resta un nemico
A dodici mesi dal disastro il trauma non è passato Paratie alle porte e mobili al sicuro quando c’è il maltempo
MARINA DI CAMPO. A un anno dall’alluvione, oltre ad alcune opere da sistemare, è rimasta la paura. Quando piove, anche poco, i campesi che abitano al piano terra si affrettano a mettere le paratie alle porte, i materassi sopra i tavoli, gli arredi più preziosi al sicuro.
Anche oggi, nonostante le previsioni meteo ottimali, c’è chi ripeterà il rito in modo scaramantico. Forse perché ormai la stessa ricorrenza è diventata un incubo. Una maniera per scacciare lo spettro dell’evento calamitoso responsabile degli ingenti danni a Marina di Campo e a Cavoli.
La popolazione lo teme come il peggior nemico ogni volta che dal cielo arrivano due gocce di pioggia la paura non tarda a trasformarsi in ansia, soprattutto dopo che vengono diramate le allerta meteo della protezione civile. Il copione si ripeterà con ogni probabilità anche questo fine settimana.
Nella notte fra sabato 10 e domenica 11 novembre sono attese piogge abbondanti, circa otto millimetri ogni tre ore dalle 22 in poi, con leggera attenuazione nella mattinata di domenica, giorno nel quale il temporale non darà sosta, almeno fino all’alba di lunedì. Alle 13, infatti, è prevista un’ulteriore sfuriata, tanto che alcuni siti specializzati prevedono 9,7 millimetri di pioggia nel primo pomeriggio. Nulla rispetto ai quasi 25 centimetri di un anno fa, diventati un metro e mezzo a causa di molti fattori: i massi e la sabbia caduti dalle cave sopra San Piero, le condizioni dei fossi non ottimali, le barriere createsi spontaneamente e il vento di scirocco che agitava il mare e non consentiva all’acqua piovana di defluire correttamente.
Una catena di eventi che ha determinato un fatto eccezionale, in un territorio comunque abituato a situazioni del genere, basti pensare all’alluvione del settembre 2002 che interessò solo la parte più ad est del comune, quella che parte da via degli Etruschi e tocca Filetto e La Foce.
«Ogni volta che scendono due gocce d’acqua abbiamo una paura tremenda – sostiene Paolo Calisi, padre di Davide, il volto buono dell'alluvione del 7 novembre –. Di quel giorno non dimenticherò nulla, abbiamo perso tutto ciò che avevamo in casa. Ogni volta che piove l’obiettivo è salvare tutti quegli oggetti che possono correre il pericolo di finire sotto l’acqua».
Non a caso negli ultimi giorni i cittadini di Marina di Campo seguono con particolare apprensione l’avanzamento dei lavori per la manutenzione dei fossi, considerati osservati speciali ora che le piogge sono tornate a battere con una certa regolarità il territorio campese.
Insomma l’alluvione – non potrebbe essere altrimenti – ha segnato la popolazione che fa ancora i conti con una ferita aperta, dura da rimarginarsi. «Nessuno si lamenta – spiega Paolo Franceschetti del comitato 7 Novembre – i campesi sono troppo orgogliosi. Ma in tanti, da quella mattina, non hanno più smesso di usare psicofarmaci».
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