Attenzione
Un impianto per fare coils e salvare Lucchini e Magona
La sindaco al vertice col ministero ripropone il progetto Severstal: «Intervenga la Cassa depositi e prestiti per il finanziamento»
PIOMBINO. Le preoccupazioni sul futuro della Magona restano, ma l'incontro di ieri al ministero dello Sviluppo economico qualche spiraglio lo ha aperto. Il primo è rappresentato dall'impegno del governo ad inserire lo stabilimento nel decreto per l'energia che dovrebbe essere varato entro dicembre. Il secondo riguarda le bonifiche e l'inserimento di Piombino, anche per la crisi Magona, nei provvedimenti previsti dal “decreto sviluppo” per le aree di crisi complessa.
Per il resto ieri Jean Luc Maurange, presidente di Arcelor Mittal Sud Ovest, non ha fatto altro che confermare che l'attuale assetto dello stabilimento (con solo un reparto di zincatura ed uno di verniciatura attivi), è l'unico modo per contenere le perdite in una situazione di mercato che resta difficile. È insomma più conveniente, secondo l'azienda, far arrivare i coils dallo stabilimento belga di Gent che mantenere in marcia il laminatoio di Piombino.
Ciononostante Maurange ha sostenuto che Arcelor Mittal intende restare a Piombino e che le riduzioni produttive sono provvisorie, in attesa di un miglioramento del mercato. «Il governo – sostiene il sindaco Gianni Anselmi – ha datI sindacati hanno insistito sul carattere assolutamente temporaneo che devono avere della riduzioni produttive, ribadendo che «in questa situazione Magona non ha futuro». Si punta, dunque, su una visione strategica che restituisca competitività allo fabbrica.
È qui si inserisce la proposta avanzata da Anselmi: far intervenire la Cassa Depositi e Prestiti per finanziare la realizzazione di mini mill per la produzione di ac ciaii piatti. «Arcelor Mittal – afferma il sindaco – pur non dichiarando la sua disponibile a fare l'investimento, ha manifestato interesse alla possibilità di acquistare coils a Piombino, abbattendo i costi del trasporto».
A riprendere il vecchio progetto dei russi di Severstal dovrebbe essere dunque la Lucchini. «Potrebbe essere questa – sostiene Anselmi – la soluzione che salva sia l'area a caldo che la Magona. Occorre verificare se con il mini mill le due aziende possono star dentro un quadro di redditività».
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