Finanza
Canile, una storia lunga 10 anni
Nel 2002 venne sgrombrata l’area degli ex Macelli, tanti progetti mai decollati
PORTOFERRAIO. Sono passati dieci anni. Era il 30 ottobre del 2002 quando l'area del Canile ex-Macelli veniva sgomberata dopo settimane di resistenza non violenta, di manifestazioni popolari, di occupazione. Si chiudeva con un infinito corteo composto da molte centinaia di cittadini elbani l'avventura dell'unico canile che l'isola abbia mai avuto. Un presidio etico contrapposto ad una cultura attenta solo al profitto, un'esperienza di partecipazione e lotta per un diritto che in paesi più civili del nostro è scontato e garantito. I Ragazzi del Canile si erano costituiti in associazione al fine di contrastare, utilizzando gli spazi abbandonati e degradati degli ex-macelli, il fenomeno del randagismo canino all'Elba. Sono stati anni difficili ed esaltanti, durante i quali il piccolo gruppo di volontari di allargò sempre più, fino a coinvolgere decine di ragazzi ed adulti e persino le scolaresche, che venivano a far visita ai randagi. Furono oltre 250 i cani che transitarono dal Canile, raccolti sulle strade, curati, accuditi e poi affidati. E tutto senza pesare sulle casse delle pubbliche amministrazioni grazie al supporto degli elbani che, attraverso offerte e donazioni, ci hanno permesso di realizzare l'utopia degli ex-Macelli: da mattatoio a culla di nuove vite per esseri sfortunati ed abbandonati. Il Canile fu chiuso, con ordinanza dell'allora Vicesindaco Fuochi, nonostante le oltre 4000 firme contrarie raccolte nei giorni immediatamente precedenti lo sgombero, nonostante l'interessamento della stampa e di reti televisive nazionali, nonostante la mancanza di una struttura alternativa per gli animali e quindi la condizione di pubblica inadempienza riguardo alle leggi sul randagismo.
Ma ci fu la solenne promessa dell'allora Prefetto Gallitto di realizzare un ricovero finalmente a norma in tempi brevissimi. Andrea Tozzi è stato uno dei Ragazzi del Canile. Dice: «Nei dieci anni passati da quel 30 ottobre 2002 abbiamo continuato a chiedere il rispetto degli impegni presi ed in effetti di progetti ne abbiamo visti tanti: dal bosco di San Martino alla discarica del Literno, a quella veramente ottimale di Colle Reciso; il tutto al costo di decine di migliaia di euro: soldi pubblici, naturalmente, usciti sotto forma di tasse dalle tasche di tutti noi. Risultato? Neanche un box per affrontare le emergenze».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
