Il Tirreno

Nuovo strappo sulla Lucchini, il Cda non vuole il commissario

Nuovo strappo sulla Lucchini, il Cda non vuole il commissario

L’azienda continua ad esplorare l’interesse degli svizzeri di Klesch, contro la volontà delle istituzioni. «Su di noi attacchi infondati»

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Piombino. Si attendeva un Cda interlocutorio, in attesa dei nuovi incontri previsti la prossima settimana tra l’azienda e il pool di banche. E invece, con una nota stampa inviata in serata, si è consumato un nuovo strappo. E sul futuro della Lucchini sono calate ombre ancora più cupe. Il Cda dell’azienda non è intenzionato a chiedere il commissariamento, ipotesi richiesta dalle istituzioni e dalla politica locale, bensì va avanti per la sua strada, esprimendo la volontà di esplorare la manifestazione di interesse del potenziale investitore (gli svizzeri della Klesch).

È questo l’esito della riunione del consiglio di amministrazione svolto a Milano. «Il potenziale investitore si è riservato di presentare una proposta di acquisizione entro l’ultima decade del mese», ha fatto sapere il Cda che poi si è lamentata dei ripetuti attacchi al suo operato «pretestuosi e infondati» – si legge – che, secondo il Cda, stanno provocando una forte lesione della sua reputazione nei confronti del potenziale acquirente».

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