Il dolore
Lucchini, le banche dicono no all’ipotesi commissariamento
Una sessantina fra sindacalisti e operai manifestano davanti alla sede milanese della Rothschild L’azienda assicura di avere liquidità e prende tempo per valutare il piano del gruppo Klesch
MILANO. Le banche non hanno alcuna intenzione di chiedere l'amministrazione straordinaria della Lucchini, quindi il commissariamento da parte del governo. Lo ha ribadito ieri, durante l'incontro con i sindacati a Milano, il dirigente della Rothschild Alessio De Cumit, presente anche Maurizio Ria del Cda Lucchini. «L'azienda – riferisce il segretario della Fim Fausto Fagioli – ha dichiarato di non essere nelle condizioni di chiedere lo stato di insolvenza. In cassa ci sono ancora 113 milioni, lo stato patrimoniale è positivo, Non ci sono ingiunzioni di pagamento da parte dei creditori».
Tre ore di attesa sotto le finestre della Rothschild per una sessantina di lavoratori partiti ieri mattina alle 6 da Piombino per ripartire con le stesse preoccupazioni di prima. «La Rothschild – dice il segretario della Uilm Vincenzo Renda – ha confermato l'esistenza di una manifestazione di interesse di un fantomatico acquirente, ma neanche la banche conoscono per il momento il piano preciso». Il probabile acquirente non é poi tanto fantomatico. È il fondo svizzero Klesch che invece una idea già l'avrebbe: sostituire l'area a caldo con un'acciaieria elettrica. «Abbiamo ribadito le nostre posizioni – dice Fagioli – a cominciare dal mantenimento del ciclo integrale. È chiaro che su questo le posizioni sono distanti». E ciò fa dire a Luciano Gabrielli, segretario della Fiom, che «a questo punto abbiamo sfiduciato il Cda Lucchini e l'unica soluzione é il commissariamento. I tempi sono stretti, la cassa integrazione sta finendo e la produzione non si fa. Continuando questa trattativa con l'azienda o con l'intervento del governo deve essere trovata presto una soluzione per evitare il crac della Lucchini».
Gli operai della Lucchini sono sfilati in corteo in piazza del Duomo, poi per un breve tratto in via Vittorio Emanuele gridando slogan contro il sistema bancario e in difesa del lavoro. Il protrarsi dell'incontro già non faceva presagire risultati positivi. Al quarto piano del palazzo, i dirigenti Rothschild e Maurizio Ria hanno ripetuto che lo stabilimento più produce e più perde denaro. Il piano per far uscire la Lucchini dalle secche è ancora nebuloso. Si è fatto riferimento alla costruzione di un'acciaieria elettrica in sostituzione dell’altoforno. Ma non ci sono state risposte alle domande dei sindacalisti sui problemi energetici e sulla impossibilità, con il forno elettrico, di produrre acciaio di qualità, in particolar modo destinato alle rotaie.
I dirigenti Rothschild e l'azienda hanno comunque dichiarato che la Klesch si è impegnata a presentare un piano preciso entro quattro settimane. L'intenzione è dunque di andare a scoprire le carte del possibile acquirente, tranquillizzando relativamente i sindacati sulla situazione di liquidità. Una posizione che non piace a Fim, Fiom e Uilm, che hanno ribadito il loro obiettivo di preservare il ciclo integrale dello stabilimento. Tutto il resto per il momento appare confuso, compreso l'eventuale piano di ristrutturazione delineato solo nei suoi contorni.
Il sottosegretario allo Sviluppo economico Claudio De Vincenti nell'incontro del 18 ottobre aveva dato 10 giorni all'azienda per presentarsi con una scelta definitiva sul commissariamento. La non decisione del Cda, giustificata con la comparsa del possibile acquirente, ha rimescolato le carte, tanto che De Vincenti ha fatto sapere all'azienda di non essere disponibile a convocare un nuovo incontro in assenza di proposte concrete. È anche possibile che l'incontro di ieri con Rothschild abbia contribuito a chiarire la direzione verso la quale intende procedere l'azienda. Passerà comunque un altro mese prima che possa essere valutata la proposta di Klesch. Tempo prezioso per la Lucchini e per i lavoratori, che sulla strada del ritorno apparivano delusi di questa nuova tappa della lunga vicenda Lucchini. Per oggi sono state proclamate due ore di sciopero dalle 15 alle 17 con assemblee.
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