La manifestazione
Urbat: «Il contributo sui fossi è legittimo»
PORTOFERRAIO. «Il tributo di bonifica è legittimo, lo dice la legge». La precisazione è di Fortunato Angelini, presidente di Urbat (Unione regionale per le bonifiche, l'ambiente e l’irrigazione della...
PORTOFERRAIO. «Il tributo di bonifica è legittimo, lo dice la legge». La precisazione è di Fortunato Angelini, presidente di Urbat (Unione regionale per le bonifiche, l'ambiente e l’irrigazione della Toscana), replicando al comitato Mab Val d’Elsa che, in più di un’occasione, ha messo in discussione la legalità della tassa. La polemica si è estesa in questi giorni anche all’Elba, dove la questione dei fossi è particolarmente sentita in seguito all’alluvione dello scorso anno.
«In questi giorni si dà molto spazio alle polemiche sul tributo di bonifica arrivando ad affermarne l'illegittimità – dice Angelini – proviamo a stare ai fatti: il tributo di bonifica è regolato da leggi nazionali e regionali, viene pagato in vastissime parti d’Italia e ogni giorno viene confermato da decine di sentenze di ogni grado, fino alla cassazione. Proprio perché non è una tassa, il nostro tributo deve essere sorretto da atti amministrativi e, soprattutto, dall’attività sul territorio che dimostrino il beneficio per gli immobili soggetti a contribuenza. E il beneficio è direttamente legato alla sicurezza idraulica garantita agli edifici, diversamente da quanto sostenuto dal Mab Valdelsa».
Il presidente di Urbat precisa come i consorzi di bonifica toscani abbiano tutte le carte in regola. «Non è un caso che la giunta regionale voglia affidare tutto il territorio toscano ai consorzi, superando la gestione delle Comunità montane il cui tributo ha mostrato debolezze innegabili. Per quanto concerne l’Elba solo da qualche mese questo territorio difficile è stato affidato al consorzio di bonifica dell’Alta Maremma, che ha già inviato sul posto tecnici, operai e macchine operatrici, iniziando a lavorare per ripristinare condizioni di sicurezza minime sui corsi d’acqua».
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