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Bonifiche, oggi il vertice al ministero

Bonifiche, oggi il vertice al ministero

Intorno al tavolo, oltre al sindaco Anselmi, l’assessore regionale Bramerini e tutte le aziende comprese nel Sin

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PIOMBINO. Vertice questa mattina a Roma con i ministeri dello Sviluppo economico e dell'Ambiente sulle bonifiche , le infrastrutture portuali e la riqualificazione del area industriale. Oltre al sindaco Gianni Anselmi, saranno presenti l'assessore regionale all'Ambiente Annarita Bramerini, il presidente della Provincia Giorgio Kutufá, il presidente dell'Autorità portuale Luciano Guerrieri, l'Arpat e i rappresentanti delle aziende comprese nel Sin: Lucchini, Arcelor Mittal, Dalmine, Dalpex, Edison, Elettra, Enel, Minerali industriali.

L'impegno a riaprire il tavolo sulle bonifiche era stato preso dal ministro Clini, durante l'incontro che, insieme al ministro dello Sviluppo economico Passera, aveva avuto il 15 ottobre con il sindaco Anselmi. L'obiettivo, come ha ricordato lo stesso sindaco, è quello di rimuovere gli ostacoli procedurali che hanno finora impedito di avviare le bonifiche.

Anche la Regione ha chiesto nelle settimane scorse una riperimetrazione delle aree Sin di Piombino, Rosignano e Livorno, anche allo scopo di differenziare le modalità di intervento sulla base della reale situazione ambientale dei suoli.

Per Piombino esiste un vecchio progetto del ministero che prevedeva un costoso sistema di palancole dal porto fino all’Enel, il cui costo, ritenuto un po' da tutti eccessivo, sarebbe ripartito in quota tra tte le aziende interessate.

Ma l'incontro ai due ministeri è ritenuto da Anselmi «il primo passo di un impegno più incisivo del governo, in attesa delle procedure di attuazione del decreto sviluppo sulle aree industriali a crisi complessa». Durante l'incontro del 15 ottobre scorso è infatti emersa la concreta possibilità di inserire Piombino tra gli interventi che saranno previsti. «Il cambio di passo che avevamo chiesto al governo – commenta prima dell'incontro di stamani il sindaco – c'è stato e stiamo lavorando per raggiungere un profilo industriale che, al netto delle cecità siderurgiche, consenta al territorio di rimanere competitivo».

Non è certo da trascurate il legame tra la crisi delle industrie e la soluzione del problema della bonifiche. Sulla Lucchini, ad esempio, il costo delle bonifiche e del danno ambientale, secondo i vecchi progetti, graverebbe per circa 215 milioni: un peso per qualsiasi eventuale acquirente. Per la Dalmine è uno dei nodi fondamentali da sciogliere per avviare il progetto del polo logistico.

L'incontro di stamani precede di poco il tavolo ministeriale previsto per il 5 novembre sulla Magona. Anche in questo caso è facile prevedere che si parlerà di bonifiche, ma soprattutto del costo dell'energia, che grava per il 30% sul costo complessivo del lavoro.(g.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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