Il Tirreno

«Stop ai tagli o rassegno le dimissioni»

«Stop ai tagli o rassegno le dimissioni»

Clamorosa protesta del sindaco Peria contro la riorganizzazione della Asl: senza chirurgia non c’è più l’ospedale

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PORTOFERRAIO. «Sono pronto a riconsegnare la fascia di sindaco». Roberto Peria, primo cittadino di Portoferraio, ha deciso di mettere il carico ancora prima di sedersi al tavolo, previsto mercoledì prossimo, con l’assessore regionale alla sanità Marroni e il direttore generale dell’Asl Monica Calamai. «Rassegnerò le mie dimissioni, non voglio essere il sindaco che si è fatto soffiare l’ospedale da sotto il naso», ha spiegato con lucidità, dopo che i contenuti della sua protesta erano già stati diffusi con una lettera rivolta alla cittadinanza, tanto puntuale quanto sentita, con la quale il primo cittadino delinea un quadro della sanità elbana quantomeno cupo.

«Le analisi di queste poche settimane da presidente della conferenza dei sindaci confermano quello che percepivo – ha spiegato Roberto Peria – la sanità elbana è in una sorta di caduta libera, che riguarda sia il presidio ospedaliero che le strutture territoriali, peraltro mai decollate. Un anno fa eravamo a Firenze, con l’assessore Scaramuccia, a discutere delle possibili soluzioni in grado di invertire la decadenza dei servizi sanitari. Ne uscimmo con un accordo che, salvo alcuni punti, è stato per larga parte disatteso».

Il riferimento del sindaco è all’accordo con la Regione sulla riorganizzazione dei servizi. Peria, nella sua lettera, ripercorre tutti i punti: la struttura complessa di medicina (sette medici oltre al primario) non si è concretizzata, la selezione di tre ortopedici da stabilizzare sul territorio, mediante concorso, non è stata portata in fondo, gli anestesisti non sono ancora in numero sufficiente e non si è concretizzato un servizio di guardia attiva h/24 ore. «Le condizioni della radiologia – aggiunge il sindaco – anche a livello di numero di medici in servizio, sono a dir poco critiche, mentre non vi è stato alcun potenziamento della risposta cardiologica nella gestione delle emergenze. Le attività riabilitative non hanno avuto alcun miglioramento e potenziamento e la Rsa è rimasta a 30 posti. Con qualche passo in avanti nell’assistenza domiciliare e con l’ospedale di comunità, a fronte di questo generale collasso, non si va molto lontano, purtroppo».

Ma è stata l’intenzione dell’azienda di procedere allo smantellamento del reparto, per adesso non confermato dalla Asl, ad aver comportato la minaccia di dimissioni, un gesto che assume un significato anccor più profondo se si considera che a farlo è stato un personaggio molto pacato e riflessivo come Peria. Il timore del sindaco è che la linea intrapresa dall’azienda porti progressivamente l’ospedale verso un suo ridimensionamento definitivo: una sorta di grande pronto soccorso, con pochi reparti, un servizio di emergenza urgenza sviluppato e il ricorso sempre più frequente al ricovero nelle strutture continentali per la maggior parte delle operazioni. «Per chirurgia l’accordo raggiunto con l’assessorato regionale prevedeva il mantenimento di sette medici, compreso il primario e un forte percorso di riqualificazione e formazione, per migliorare le performance della struttura operativa – ricorda Peria – quello che sta avanzando, in realtà, è lo smantellamento della stessa. I nostri pazienti chirurgici sostanzialmente già ora vanno fuori Elba per gli interventi complessi o le emergenze. Fra poco perderemo anche la chirurgia programmata e cominceranno i viaggi a Cecina o in altri presidi. A Portoferraio si farà chirurgia ambulatoriale, o poco più. Quello che sta avanzando è inaccettabile. Prima di tutto dal punto di vista del metodo: la programmazione è una competenza della Conferenza dei sindaci e quindi non si può procedere per “strappi”. Senza chirurgia non c’è più ospedale».

Oggi il primo cittadino di Portoferraio incontrerà i colleghi per preparare il confronto di mercoledì con Regione e Asl, nel quale si chiederà che siano gettate le basi per un piano attuativo locale di rilancio dei servizi, da costruire coi cittadini. Non è escluso che alla minaccia di dimissioni di Peria possano seguire gesti altrettanto eclatanti. «I cittadini mi hanno eletto per difendere i loro diritti – dice Peria – sono ben consapevole di quale sia la durezza del momento storico che stiamo vivendo, ma esiste un terreno, quello della parità dei diritti e dell’uguaglianza sostanziale, rispetto al quale non si può arretrare, soprattutto a difesa dei più deboli. E chi vive su un’isola, è debole tra i deboli». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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