Sicurezza
Sale operatorie al rallentatore
Dal 3 dicembre al 15 gennaio le sedute saranno dimezzate L’obiettivo Asl è lo smaltimento delle ferie dei dipendenti
PIOMBINO. Sale operatorie semichiuse dal 3 dicembre al 15 gennaio. Stavolta raddoppia il periodo di andamento a scartamento ridotto che si registra da tempo a fine anno. Sei settimane invece di tre. E, intanto, un altro chirurgo, il dottor Vincenzo Maestrini, va in pensione senza essere sostituito. Almeno per ora. Stessa cosa per uno dei due oncologi di Villamarina, che ha ottenuto il trasferimento.
Il taglio delle sedute operatorie giornaliere - che passerano da due a una - servirà a smaltire le ferie dei dipendenti. Perchè gravano sui bilanci aziendali. E scatterà negli ospedali di Piombino, Cecina e Livorno.
«Approfittiamo del periodo in cui tradizionalmente c’è meno domanda per ridurre il monte-ferie», commenta il direttore sanitario, Irio Galli. Che, rispetto alla durata prolungata, la definisce in linea con le necessità di accentuato rigore imposte dalla revisione della spesa pubblica.
La decisione, secondo il dirigente, consentirebbe di coniugare lo snellimento delle poste di bilancio nel capitolo costi, con una tenuta sostanziale del servizio. «Saranno garantiti gli interventi di emergenza e tutti quelli programmati, ritenuti prioritari. Come gli oncologici o i protesici urgenti», commenta Galli. Stesso discorso per le cateratte, dove la lista d’attesa è considerevole.
Galli ne è sicuro: «Rimarranno fuori solo le operazioni minori. A regime, saremo vicini a coprire il 100% delle necessità».
Sarà solo la prova dei fatti a dire se, con il dimezzamento delle sedute, verrà raggiunto l’obiettivo individuato sulla carta.
Il timore è che la funzionalità ridotta così prolungata, in clima di spending review accentuato, assuma i connotati del test con cui andare progressivamente al ridimensionamento dell’attività operatoria.
Le organizzazioni sindacali di categoria di Cgil,Cisl, Uil e Fials, insieme alla Rsu, hanno chiesto di conto anche di questo, alla direzione aziendale. Non ricevendo risposte. Sindacati e vertici Asl si erano incontrati per il tentativo di conciliazione seguito alla proclamazione dello stato di agitazione. Al centro, una riorganizzazione che va avanti in tutta l’Asl, al di fuori del confronto con le parti sociali. Nonostante le implicazioni sui lavoratori e sulla qualità dei servizi. E con forti incrinature, a detta dei sindacati, nelle norme che regolano la materia.
«La riunione - dice la presidente della Rsu, Stefania Nunes - si è risolta in un nulla di fatto. Oggi incontreremo Alessandro Cosimi, alla guida della conferenza dei sindaci, per far presente un quadro fortemente critico».
«A questo punto - chiude Nunes - è inevitabile la convocazione del prefetto che, con tutta probabilità, ci sarà la prossima settimana. Se le risposte dell’azienda saranno inconcludenti, lo sciopero sarà inevitabile».
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