Sicurezza
«No al dissolvimento di chirurgia»
Fials: troppo potere al direttore di Asl, l’Elba faccia subito un piano locale
PORTOFERRAIO. «Siamo d’accordo con Peria, serve al più presto un piano attuativo locale per l’Elba». A sostenerlo è il sindacato autonomi Fials, che recentemente ha incontrato il sindaco di Portoferraio per fare il punto sulla sanità.
«È necessario che la Conferenza dei sindaci approvi il Pal previsto dalla legge regionale, l’ultimo risale al 2001 – dicono da Fials – per evitare che il potere si concentri, come purtroppo è avvenuto, nelle mani della direzione aziendale. Non è accettabile che dopo avere accorpato vari reparti, ad esempio chirurgia e ortopedia, psichiatria con medicina generale, si ipotizzi un dissolvimento della chirurgia generale».
Secondo il Fials i disagi per i cittadini elbani sarebbero aggravati, «aggiungendosi – dice Fials – a quelli derivanti dalla riduzione delle attività di ortopedia e a quelle rilevabili nella prestazioni specialistiche e della diagnostica. Tutto questo è avvenuto senza alcun potenziamento delle attività territoriali. Ciò che sta avvenendo è il frutto della latitanza della Conferenza dei sindaci, che nel tempo ha avallato le scelte compiute dalle direzioni aziendali che si sono succedute».
Il Fials ha nel tempo contestato il metodo adottato dalla direzione della Asl che di fatto «ha espropriato i cittadini e le istituzioni di partecipare alle scelte di programmazione e all'uso delle risorse – dice il segretario provinciale di Fials, Massimo Ferrucci – occorre rilevare che mentre il Fials contestava il metodo e il merito delle scelte aziendali la Cgil insieme a Cisl ed Uil sottoscriveva l'accordo della riorganizzazione nel luglio 2010 che ha condiviso la costruzione del nuovo ospedale di Livorno, la organizzazione in dipartimenti, l’accorpamento delle unità ospedaliere, la riduzione ai minimi termini delle attività dei laboratori di analisi ed ha comportato la riduzione del personale. In questa fase di scarse risorse è necessario ridurre gli sprechi per questo chiediamo la abolizione degli enti inutili quali le società della salute, gli Estav e la riduzione del numero delle direzioni aziendali per destinare le risorse ai servizi».
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