Il Tirreno

Cartelli sui pericoli di Rimigliano

di Paolo Federighi
Cartelli sui pericoli di Rimigliano

Allo studio iniziative per cercare di evitare i drammi in mare nei periodi di bassa stagione

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SAN VINCENZO. Dopo il tragico caso della morte del turista svizzero Samuel Rubin, pochi giorni or sono a Rimigliano, sono molti i cittadini a chiedersi perché, nonostante l’abituale afflusso di turisti stranieri a San Vincenzo nei mesi di settembre e ottobre, il servizio di salvataggio sia garantito solo fino al 9 settembre, soprattutto quando il Comune ha deciso di far pagare la tassa di soggiorno fino al 31 ottobre, prevedendo quindi presenze turistiche fino a tale data.

Mancano segnalazioni, fuori dalla stagione balneare, dei particolari pericoli che da sempre il mare di Rimigliano nasconde. Per il sindaco Michele Biagi, tragedie simili sarebbero imputabili a chi «non rispetta le regole e ha scarso senso civico, perché non si deve fare il bagno quando il mare è agitato». Intanto alcuni turisti stranieri, approfittando del clima particolarmente clemente, anche in questi giorni e anche a Rimigliano, hanno continuato a fare il bagno in mare. C’è chi, tra i lettori, scrive al giornale offrendosi di tradurre gratuitamente dall’italiano al tedesco i segnali di pericolo che il Comune dovrebbe apporre su tale spiaggia. Ma secondo il sindaco Biagi sarebbe impossibile allungare il servizio di salvataggio ad ottobre e i cartelli servirebbero a poco.

«Esiste un’ordinanza – dice il sindaco – legata ai princìpi regionali e all’apertura e chiusura delle scuole, che predispone l’inizio e la fine della stagione balneare in giugno e settembre. All’interno di questo periodo, è attivo da anni il progetto Sarago, che sta dando risultati eccellenti. Purtroppo il dato dei molti interventi compiuti dai bagnini di Sarago, se da un lato va letto positivamente, dall’altro testimonia come sia difficile, anche quando ci sono numerose indicazioni e attività di sensibilizzazione per far rispettare la bandiera rossa, segnaletica e prescrizioni dei bagnini, invitare i turisti a non fare il bagno quando il mare è agitato. Così – prosegue – ci troviamo di fronte a casi di scarso senso civico e di non rispetto delle norme e dei bagnini stessi, che rischiano la vita per andare a salvare le persone che infrangono le regole senza preoccuparsi degli altri. Dobbiamo continuare ad impegnarci nell’informare su come sia pericoloso il mare agitato, ma penso sia molto difficile riuscire ad evitare, al di fuori della stagione balneare, che non si faccia il bagno. E purtroppo si presentano tragedie come quella dei giorni scorsi».

Per Fausto Nannini, coordinatore del progetto Sarago, i cartelli vanno collocati e si potrebbe utilizzare un bagnino che perlustri, fuori stagione, con un quad, il litorale di Rimigliano. «Allungare il servizio di salvataggio è un’ipotesi praticamente inattuabile – risponde Nannini – perché i costi sarebbero enormi. Si potrebbe però mantenere la presenza di un bagnino che, sul quad in dotazione presso la postazione 4, sorvegli tutta la costa di Rimigliano fino ad ottobre incluso. In questi giorni – conclude – proporrò al Comune la mia idea di collocare cartelli plurilingue, fissi per tutto l’anno, nei punti principali e più critici dell’arenile, come appunto a Rimigliano».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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