La manifestazione
Via i vecchi negozi, strade desertificate
Sempre più marchi in franchising, tanti piccoli commercianti del centro abbassano definitivamente la saracinesca
PIOMBINO. Chiude un negozio che ha celebrato cent’anni d’attività un anno fa. Si serrano, una dopo l’altra, le saracinesche su una via che si sta desertificando da anni.
I cartelli di liquidazione totale oscurano le vetrine di negozio di scarpe Chiarei suscitando tristezza (e preoccupazione) in città perché si tratta di cessazione attività (si comincia il 25 ottobre, fino al 20 dicembre).
In negozio Marco Chiarei: «Ringrazio la città che ha fatto lavorare tre generazioni della nostra famiglia – dice – spero di aver dato in cambio un servizio e un contributo alla comunità in termini di socialità, rapporti umani, senso di appartenenza. Un pensiero ai miei colleghi: il commercio è sempre stato un’attività bistrattata, non so se a torto o a ragione. Grazie – aggiunge – a quanti mi fermano in strada e al popolo di facebook, che mi salutano, con commozione e dispiacere. Quando la crisi morde i commercianti sono in prima linea a saltare e lo facciamo tutti senza paracadute. Gli ultimi dieci anni sono stati caratterizzati da una politica fiscale da follia, che non assicura certezze. Oltre alla crisi i costi fissi divorano i margini, stanno cambiando completamente il commercio al dettaglio e le abitudini d’acquisto. Il fondo? Di proprietà, ma risulta impossibile proseguire». Al posto di Chiarei arriva un altro franchising, che fa di qualità e costi adeguati (bassi) il pezzo forte (cosmesi Kiko).
Via i piccoli negozi avanti gli outlet. Stesso effetto che fanno i supermercati (sempre aperti) sui piccoli di fascia alimentare. Così, dopo 31 anni, in via Galilei, ieri sera ha tirato giù la saracinesca per l’ultima volta il macellaio, Nedo Pavin. «Il negozio c’è dagli anni Quaranta», dice arrabbiato,pur potendo contare su un “mestiere” e comunque un lavoro (alla “Sma”, di Venturina). «41 anni di contributi, ma ho 57 anni e non c’è pensione. Però non posso più restare qui, anche se il fondo è mio – spiega – La liberalizzazione degli orari è stata devastante. I clienti sono gli stessi, ma hanno ridotto i consumi in modo drastico.Tasse e leggi che rendono sempre più difficile rispettare le scadenze. L’amministrazione, poi, non ha mai voluto far nulla per questa via – sottolinea – ogni volta che chiedevamo di organizzare un’iniziativa promozionale ci hanno detto no».
Confinante con Pavin, ha già chiuso l’attività l’estetica “Sei elementi” (c’era da 15 anni), dopo tre anni a breve andrà via “Nail service” (resta un negozio in via Turati, ma soprattutto la distribuzione regionale da Firenze).
Fare un giro a piedi fino in piazza Costituzione mette i brividi. Chiuso “Il gatto e la volpe” bar completamente ristrutturato all’angolo tra viale della Repubblica e via Lombroso. A ridosso, aperto di recente, “Sushiye” ristorante giapponese-sushi, sulla vetrina c’è già un cartello con scritto «affittasi locale in gestione».
Non si conta il numero di fondi chiusi tra via della Repubblica, e via Petrarca.
Chi può si sposta.
La libreria “la Fenice” dal 3 novembre sarà in corso Italia al posto dell’Armeria Bresciana.
Qualche negozio regge ancora. La ferramenta Riparbelli è sempre lì dopo tre generazioni, ma l’angolo di strada seguente solleva qualche dubbio: chiuso Ser.All., il bar Bristol, sala giochi (solo il pomeriggio) dal 30 settembre - fine ferie - non ha aperto più e da sotto la porta è stata infilata un bel po’ di posta. Quasi una fortuna che al posto di vetrine spente o fondi vuoti ci siano studi medici.
A proposito di bar risulterebbe chiuso - per ferie- anche quello della Stazione di Piombino, ma ci sono voci insistenti che parlano - pure in questo caso - di una chiusura definitiva.
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