Il dolore
“Uomini liberi e di buoni costumi”
“Uomini liberi e di buoni costumi”, autobiografie di personaggi illustri, dell'arte, della letteratura e della politica appartenuti alla massoneria viste dall'interno e raccolte in un libro scritto...
“Uomini liberi e di buoni costumi”, autobiografie di personaggi illustri, dell'arte, della letteratura e della politica appartenuti alla massoneria viste dall'interno e raccolte in un libro scritto da Luciano Rossi con la collaborazione delle quattro logge storiche della Val di Cornia: la IV Novembre di Campiglia, la Gagliardia Maremma, La Luce del Tirreno e la XX Settembre di Piombino. La prefazione è del maestro venerabile Alessandro Bigio.
Un lavoro con tanto di imprimatur, dunque, quello di Luciano Rossi, medico per 35 anni prima all'ospedale di Piombino poi a Portoferraio, ora in pensione. Il libro sarà presentato oggi alle 17 nella Libreria Mondadori di corso Italia a Piombino, alla presenza del numero due del Goi Massimo Bianchi.
Dalla A alla Z. Dallo scrittore garibaldino Cesare Abba a Giuseppe Zanardelli, autore del codice penale che per primo riconobbe la legittimità degli scioperi quale come libero confronto tra datori e prestatori di lavoro, passando da personaggi che hanno avuto un ruolo importante nella costruzione dell'unità d'Italia e nei successivi governi. Ma anche personaggi dello spettacolo come Antonio de Curtis (in arte Totò) e Ettore Petrolini. L'Intento dell'autore non sembra nient'altro che quello del titolo, mostrare anche ai profani che sono stati “uomini liberi”, che hanno conquistato un posto nella storia per il contributo dato alla cultura nazionale.
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