Sicurezza
«Un progetto fuori dalla realtà»
Un gruppo di lavoratori Magona contesta il percorso di formazione in Belgio
PIOMBINO. Progetto fuori tempo massimo. E, soprattutto, fuori dal contesto in cui galleggia la siderurgia. I soldi pubblici si possono spendere meglio favorendo la riconversione professionale dei dipendenti piombinesi.
Un gruppo di lavoratori Magona esprime forti perplessità sui percorsi formativi attivati dalla Provincia che vedono la loro, tra le aziende tirocinanti.
Hanno letto della cosa sul Tirreno, l’hanno trovata interessante e ambiziosa, ma organizzata nel momento sbagliato. I perché sono scanditi dalla situazione grave in cui versa lo stabilimento.
«Visto il quadro della siderurgia piombinese e la tendenza di Arcelor Mittal di ridurre il personale se non addirittura a chiudere definitivamente altri impianti in Europa - aggiungono - ci sembra inopportuno e inutilmente dispendioso prevedere nell’ambito del proposto progetto di formazione visite e tirocini presso Arcelor Mittal in Belgio, che sta manifestando tutt’altre volontà. Non ci sembra che la politica industriale che il gruppo sta portando avanti in Italia, in particolare a Piombino, possa essere portata ad esempio. Indicarlo come tirocinante, offende la nostra sensibilità. I corsi di formazione li abbiamo già fatti: per noi transnazionalità, in questo momento, significa chiudere l’Italia per favorire l’estero, e per Mittal, chiudere l’Europa per favorire continenti più appetibili. Non è fuorviante investire in formazione in un settore che lo stesso governo ha definito non strategico».
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