Il Tirreno

Sanità, l’ombra dei tagli sulla chirurgia

Sanità, l’ombra dei tagli sulla chirurgia

I comitati lanciano l’allarme, ma è polemica con l’Asl per uno striscione offensivo attaccato all’ingresso dell’ospedale

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PORTOFERRAIO. «Vogliamo un vero ospedale». È il grido di allarme dei comitati pro-sanità, preoccupati per la riorganizzazione dei servizi sanitari intrapresi da Asl. Da ieri mattina - fino a giovedì - una rappresentanza dei comitati ha organizzato un presidio di protesta all’ingresso dell’ospedale, distribuendo volantini e tappezzando le mura dell’edificio con striscioni. Uno di questi striscioni ha creato più di una polemica, tanto da provocare una reazione seccata da parte di Asl. «Pur esprimendo la piena apertura al confronto e il rispetto del diritto a manifestare, rifiutiamo qualsiasi atto o espressione lesiva della dignità dei nostri professionisti – dicono dall’azienda – a loro tutela, infatti, metteremo in campo tutti gli atti legali necessari perché certi episodi e scritte offensive siano correttamente punite come previsto dalla legge».

Il riferimento dell’azienda è a uno striscione offensivo, rimosso nella tarda mattinata dalla polizia. I comitati hanno lanciato l’allarme circa la possibile riorganizzazione del reparto di chirurgia. Su questo punto l’azienda precisa: «Ad oggi sulla riorganizzazione della chirurgia non è stata ancora presa alcuna decisione – dicono da Asl – è da ritenere, quindi, infondata la notizia di un cambiamento del suo assetto previsto per il Primo novembre prossimo. Sono, invece, in corso una serie di valutazioni relative all'effettiva garanzia di adeguati standard qualitativi nel settore chirurgico in considerazione dei ridotti volumi di attività effettuati. Solo da questa valutazione potrebbe discendere la scelta di modificare l'attuale assetto organizzativo». Il rischio di una riorganizzazione, quindi, non è immediato ma c’è, almeno a sentire le parole dell’azienda. Parole che non servono ad abbassare il volume della protesta. «Ci uniamo – dicono dai comitati – allo stato di agitazione proclamato dai sindacati confederali per la sanità dell’Elba. Lo smantellamento in atto del nostro ospedale deve bloccarsi, chiediamo che siano ripristinati i servizi sanitari a un livello adeguato sia nei tempi che nelle modalità di erogazione».

La preoccupazione dei comitati è condivisa anche da chi, in ospedale, ci lavora. Valter Piotti, responsabile di Cgil funzione pubblica - zona Elba, punta il dito contro il taglio, che pare essere nell’aria, della chirurgia. «Niente di nuovo – dice ironicamente Piotti – dopo ortopedia e radiologia è la volta della chirurgia e poi? Toccherà a pediatria, ostetricia e ginecologia? Dopo basta, anche perché non resterebbe altro da tagliare. Se quanto si mormora sarà confermato ci auguriamo che la conferenza dei sindaci e il responsabile di zona invitino la Calamai a un ripensamento».©RIPRODUZIONE RISERVATA

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