Sicurezza
«Ora basta, vogliamo solo una scuola normale»
Studenti, professori e genitori faccia a faccia con il dirigente regionale Palamone Esplode la rabbia per un nuovo preside reggente, l’edilizia ko e i tagli agli organici
PORTOFERRAIO. «Se sono qui è per i ragazzi. Ho pensato che fosse meglio che si spostasse una persona piuttosto che farne venire 300 a Firenze». Così la dirigente scolastica regionale Angela Palamone ha motivato la sua visita all’Elba, insieme alla collega provinciale Elisa Amato, per un incontro pubblico con le diverse componenti dell’istituto Isis Foresi, nell’aula magna del Grigolo.
Un incontro fortemente voluto dai ragazzi che, insieme ai docenti e al personale Ata, hanno illustrato punto per punto quello che non funziona all’Isis Foresi. Il primo problema emerso è la nomina del preside reggente, a metà con l’istituto Cecioni di Livorno. È stato proprio il preside Giuseppe De Puri a far presente per primo la complessità del Foresi, mostrandosi deciso a riportare la situazione alla normalità. Ma sia gli studenti che i docenti, pur non avendo niente contro De Puri, insistono sul fatto di avere un preside a tempo pieno. «A fine ottobre siamo ancora qui a discutere mentre dovremmo essere a fare lezione – hanno fatto presente Muti e Luongo, due rappresentanti degli studenti dell’Isis Foresi – abbiamo bisogno di una persona che stia qui sempre».
Ancora più decisa la protesta dei docenti che considerano la situazione dell’istituto ormai al limite. Per questo da qualche giorno hanno proclamato lo stato di agitazione, assicurando solamente lo svolgimento regolare della didattica e sospendendo ogni altra attività tra cui i progetti. Una situazione che ha poche vie di uscita, perché il dirigente scolastico regionale è stato chiaro: l’unica possibilità per l’Isis Foresi di avere una dirigenza è questa. «Ho spulciato la graduatoria per gli incarichi ai nuovi dirigenti fino in fondo – ha fatto presente Angela Palamone – nessuno ha accettato di venire all’Isis Foresi. Non posso costringere un dirigente a venire in questa scuola. Ho nominato il professor De Puri, il meglio che c’è, ma un preside a tempo pieno non ve lo posso dare. Siate propositivi, presentate progetti, poi sono disposta a tornare a giugno per vedere come è andato l’anno». Da parte del dirigente De Puri c’è la massima disponibilità a tentare rendere il Foresi “più appetibile” per i futuri dirigenti.
«È ora di uscire dall’emergenza – ha detto De Puri rivolgendosi ai partecipanti all’assemblea – altrimenti il mio ruolo sarà solo quello di osservatore di un’emergenza. Io sono disposto a mettere le mie competenze in campo».
Su queste basi i docenti dovranno decidere se continuare o meno lo stato di agitazione Quello della dirigenza a scavalco è solo il primo degli aspetti critici dell’Isis Foresi che ha solo metà del corpo docente stabile e che deve fare i conti con un importante turnover del personale sia tra i docenti che tra gli amministrativi. L’istituto ha undici percorsi formativi da portare avanti tra licei e i due professionali, e deve fare i conti con un edilizia scolastica fatiscente e scomoda, essendo su tre plessi, e costringendo i docenti e spostarsi anche di diversi chilometri.
Il punto dolente resta la dislocazione dei licei tra il Grigolo e Salita Napoleone, dove la Provincia ha ristrutturato sette aule. Un lavoro per 300 mila euro complessivi che però continua sollevare polemiche. «La scuola è in sicurezza», ha rassicurato l’assessore provinciale ai lavori pubblici Catalina Schezzini che ha annunciato l’attestazione di tutti i certificati di fine lavori. Si presenta, invece, sempre più complessa la possibilità di trasferire i licei alla ex Caserma Teseo Tesei ancora oggetto, dopo più di dieci anni, di transazione tra la Provincia di Livorno e i ministeri competenti.
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