Il Tirreno

Canile, un progetto di recupero coi soldi del lascito Gabellieri

di M. Massei Autunnali
Canile, un progetto di recupero coi soldi del lascito Gabellieri

L’altra metà dei soldi necessari il Comune conta di averli dalla Regione attraverso un bando di cofinanziamento

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PIOMBINO. Le strutture fatiscenti del canile municipale potrebbero essere un ricordo fra meno di un anno. Meno di un mese fa l'amministrazione ha approvato infatti un progetto, poi inoltrato alla Regione per la partecipazione a un bando specifico di cofinanziamento di questo genere di strutture. La richiesta è di 59mila euro, che andranno ad aggiungersi agli altri 59mila provenienti dal lascito Gabellieri: per un totale di 118 mila euro sufficienti sulla base delle previsioni di spesa.

«Entro qualche settimana dovremmo avere notizie sul suo esito – spiega l'assessore all'ambiente Marco Chiarei – anche se siamo piuttosto tranquilli. Il lascito della signora Manuela Gabellieri ha avuto un effetto moltiplicatore, che ci permetterà di risolvere diversi problemi del canile esistente, nonché di adeguarlo ai standard igienico-sanitari previsti dalla legge».

Certo è molti sono i lavori da fare. Da tempo il canile (che è stato aperto alla fine del 1991) versa in condizioni piuttosto critiche, tanto che fino a qualche tempo fa il Comune aveva realmente preso in considerazione l'ipotesi di aprirne un altro in altra zona della città, fino al punto di includere la questione nel programma triennale delle opere pubbliche 2012/2014 per un costo di un milione di euro.

Faccenda di cui, eventualmente, si riparlerà in futuro: al momento l'obiettivo è quello di porre mano alla struttura esistente con lavori che riguarderanno il ripristino di pavimentazioni esterne e dei box (attualmente 45), il ripristino e l'adeguamento dell'impianto fognario, la ricostruzione delle reti di recinzione e dei loro supporti, l'installazione di nuovi box prefabbricati monoblocco (da destinare a cani in degenza dopo interventi chirurgici oppure al ricovero di cuccioli), nuove pareti di cartongesso, tinteggiature e varie finiture, nonché l'adeguamento degli impianti, la costruzione di una doccia e la divisione del locale antistante l'infermeria per ricavarne uno spogliatoio per gli operatori. Inoltre, un locale attualmente avente funzioni di magazzino verrà suddiviso in modo da poter ospitare in una delle sue parti anche gatti reduci da incidenti stradali o meno.

Tutto ciò per un totale di 91 mila euro, che arrivano a 118 mila con l’Iva, imprevisti e incentivi di progettazione.

Poiché il Comune già dispone di metà della somma necessaria, è possibile che i lavori siano fatti cominciare intorno a gennaio, per poi proseguire (appalto compreso) lungo i 180 giorni previsti dal progetto e chiudere quindi le operazioni a primavera.

«Questo intervento – commenta il commissario Enpa Carlo Olmo – consentirà al canile di andare avanti ancora per qualche anno, almeno fino a che l'area non dovrà necessariamente essere dismessa. Attualmente il canile non è poi così disastrato, ma ci sono certamente degli aspetti che debbono essere rivisti. Io la chiamerei una manutenzione straordinaria». Solo una decina di giorni fa i problemi del canile erano approdati anche in consiglio comunale con un ordine del giorno presentato da Sergio Filacanapa (Idv) per l'avvio delle procedure relative all'assegnazione di terreni per realizzare una struttura ex novo puntando sull'associazionismo, circostanza alla quale Marco Chiarei aveva posto di fronte le opportunità offerte dal lascito Gabellieri e la partecipazione al bando regionale.

Dopodiché, gli interventi sulla stampa dei consiglieri Riccardo Gelichi (Gruppo Misto) e Luigi Coppola (Udc) avevano l'attenzione sulla necessità, di un nuovo canile. In realtà, specifica Maria Cristina Biagini, presidente dell'associazione La Casa di Margot, già «la nostra associazione, circa un anno fa, presentò al Comune una richiesta rivolta a ottenere in comodato o anche in affitto un terreno dove realizzare a proprie spese un rifugio, pensato come una struttura agile e modulare».

Il progetto venne anche depositato agli atti, ma il Comune finì col rispondere di no alla proposta e «a distanza di un anno – aggiunge Biagini – il canile dei Macelli è sempre più fatiscente. Noi, però, siamo ancora disponibili».

©RIPRODUZIONE RISERVATA-

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