Il Tirreno

Sindacati della sanità proclamano compatti lo stato di agitazione

di Valeria Parrini
Sindacati della sanità proclamano compatti lo stato di agitazione

Per la Rsu e le segreterie di Cgil, Cisl, Uil e Fials la riorganizzazione va avanti al di fuori di ogni confronto

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PIOMBINO. Il fronte sindacale si compatta contro l’Asl. Relazioni inesistenti, atti unilaterali in violazione delle norme, dei contratti e delle stesse disposizioni regionali: i vertici aziendali sono accusati di questo.

Cgil, Cisl, Uil e Fials ravvisano gli elementi per liquidare come antisindacale il comportamento della direzione. Da qui la proclamazione dello stato di agitazione con la palla che, in assenza di un tentativo di conciliazione, passerà al prefetto. Se la procedura andrà a vuoto, si passerà allo sciopero.

Bruciano i tentativi falliti per aprire un confronto su questioni che riguardano da vicino le condizioni di lavoro degli operatori e la qualità delle prestazioni offerte ai cittadini.

Era stata la Rsu, riunita in seduta plenaria a Donoratico, a sollecitare la sospensione della riorganizzazione, (al centro gli esuberi, i carichi di lavoro, la sicurezza, la formazione e il piano assunzioni) e l’intervento delle segreterie per elaborare piani di lotta comuni.

L’incontro c’è stato e ha prodotto la dichiarazione dello stato di agitazione. La discussione ha affrontato la situazione alla luce della legge sulla spending review e la conseguente delibera della giunta toscana. La quale mette nero su bianco che qualsiasi intervento di razionalizzazione debba passare dal confronto con i sindacati.

Il segretario provinciale della Funzione pubblica Cisl, Lando Del Pia, parla di «direzione sorda al confronto, che procede con scelte unilaterali, spesso discutibili. Tutto viene concentrato in tagli di tipo ragionieristico, a discapito di servizi indispensabili, specie per le fasce più deboli». Tra gli esempi, la chiusura dei centri prelievo il sabato, i disagi per le prenotazioni su 5 giorni e il numero chiuso delle prestazioni nei distretti. In elenco anche il tour delle provette dei laboratori analisi, la esternalizzazione delle centrali di sterilizzazione, la diminuzione posti letto in ortopedia, l’aumento delle liste d’attesa.

«Abbiamo chiesto responsabilmente - prosegue il sindacalista - di poterci confrontare per evitare sprechi, diseconomie, nomine nei primariati, consulenze, incarichi dirigenziali di dipartimenti creati ad hoc, ad personam e costosi per le tasche dei cittadini. Ma finora ci è è stato negato».

L’obiettivo dei sindacati è che, con lo stato di agitazione unitario, il confronto si apra e porti a soluzioni accettabili.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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