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Lucchini, la politica sceglie la strada del commissario

Lucchini, la politica sceglie la strada del commissario

Idv, Udc e Pdci si uniscono alla richiesta di un rapido intervento del governo sul caso Lucchini. È firmata da Di Pietro e da altri una interrogazione parlamentare che riporta al centro

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PIOMBINO. Idv, Udc e Pdci si uniscono alla richiesta di un rapido intervento del governo sul caso Lucchini. È firmata da Di Pietro e da altri una interrogazione parlamentare che riporta al centro le vicende del polo siderurgico piombinese. «Il primo obiettivo – sostengono i parlamentari Idv – è quello di mantenere l’area a caldo e per questo vi è la necessità di avere, da parte dell’azienda e prima che possa accadere il peggio, un progetto industriale in grado di mantenere il massimo di occupazione. Il governo – sostengono di Pietro e gli altri – deve assumersi la responsabilità di ricercare soluzioni industriali dividendo il passato da futuro, mantenendo al centro il ciclo integrale e l’occupazione».

Nella sua interrogazione, Di Pietro chiede anche al governo di attivarsi nei confronti di Arcelor Mittal «per verificare la volontà del Gruppo e chiedere garanzie sulla continuità produttiva occupazionale dello stabilimento». Infine la sollecitazione ad aprire un tavolo sulla siderurgia per individuare un piano nazionale ed affrontare i temi delle bonifiche delle infrastrutture e dell’energia.

«È finito il momento del gioco delle parti – sostiene anche il segretario dell’Udc Luigi Coppola – È opportuno che il governo faccia la sua parte supplendo anche alle carenze aziendali, soprattutto per quanto riguarda Lucchini, ove gli strumenti normativi, e non solo, sono una risorsa importante a cui attingere». Insomma il commissariamento, cui più esplicitamente fanno riferimento i Comunisti italiani, secondo i quali «la proposta di un commissario di governo per la Lucchini può ricreare le condizioni minime di serietà per la gestione delle fabbrica, mandarne avanti la produzione garantendo le iniziative utili al mantenimento del ciclo integrale».

«Qualsiasi ipotesi di smembramento della fabbrica – conclude il Pdc della Val di Cornia – ci vede totalmente contrari, in quanto aprirebbe la strada per un indebolimento progressivo della Lucchini e sarebbe l’anticamera della sua definitiva chiusura, con la perdita di migliaia di posti di lavoro e l’impoverimento, non sostenibile, delle città e del comprensorio».

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