Sicurezza
Sabbia del Cornia sulle dune in Costa est
Erosione, arriva l’ok della conferenza dei servizi al prelievo di novemila metri cubi di sedimenti dalla foce del fiume
PIOMBINO. Si è svolta nei giorni scorsi la conferenza dei servizi che ha espresso parere positivo riguardo al prelievo di circa 9.000 metri cubi di sedimenti dalla foce del fiume Cornia. All’incontro erano presenti i tecnici della Provincia e i rappresentanti del Comune di Piombino (assessore Chiarei), dell’Agenzia delle Dogane e del Demanio, del ministero dei Beni culturali, della Soprintendenza per i beni archeologici, della Soprintendenza dei beni architettonici e paesaggistici, della Parchi Val di Cornia, dell’Ufficio circondariale marittimo di Piombino.
I sedimenti sabbiosi prelevati saranno utilizzati nell’ambito del progetto per il ripristino dell’area dunale e retro-dunale del Golfo di Follonica, nella parte compresa tra Torre del Sale e Carbonifera. La sabbia, che sarà stoccata in un’area di accumulo individuata all’interno del Parco della Sterpaia, sarà utilizzata esclusivamente nell’area dunale e non è stato previsto alcun utilizzo ai fini del ripascimento della spiaggia.
«Dopo il via libera della conferenza dei servizi – dice l’assessore provinciale al turismo e difesa delle coste, Paolo Pacini - la Provincia procederà all’approvazione del progetto definitivo per la movimentazione dei sedimenti e alla redazione di quello esecutivo, per arrivare poi alla procedure di affidamento dei lavori, per i quali l’amministrazione provinciale ha messo a disposizione 150mila euro di risorse proprie».
Il termine dei lavori (compresi l’escavo della sabbia e il trasporto verso l’area di stoccaggio) è previsto entro i primi mesi del 2013. Il progetto di prelievo dei sedimenti sabbiosi integra quello più generale per la sistemazione dell’area dunale e retro-dunale del Golfo di Follonica che prevede interventi innovativi realizzati con tecniche d'ingegneria naturalistica. «Il progetto - aggiunge Pacini - ha lo scopo di restituire all’area le dinamiche ecologiche naturali tipiche di un sistema dunale. A tal fine saranno impiegati principalmente materiali vegetali vivi o biodegradabili, ridotto al minimo l’utilizzo di materiali strutturali. Il ripristino ambientale mira, inoltre, al riequilibrio della vegetazione presente. In questa direzione vanno le azioni che prevedono l’eliminazione delle piante seccate o infestate e la piantumazione delle specie autoctone».
Inoltre saranno realizzati dissuasori, passerelle in legno e corda e un sistema di sentieri, con percorsi protetti, che consentirà ai visitatori di attraversare le dune senza causare danni».
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