Il Tirreno

Centro sanitario alla Croce rossa in cambio dell’asilo

di Valeria Parrini

La famiglia Gasparri rientrerebbe in possesso dell’edificio di Populonia per trasformarlo in albergo

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PIOMBINO. Una struttura sociosanitaria affidata alla Croce rossa in un luogo del comprensorio non ancora meglio identificato. In cambio dei costi per realizzarla, la famiglia Gasparri rientrerebbe in possesso della ex asilo di Populonia, l’edificio che aveva donato all’associazione negli anni Trenta in segno di riconoscenza per aver riportato a casa i resti del giovanissimo Leone, ucciso nella guerra di Crimea.

L’operazione potrebbe essere questa. Ed è supportata, oltre che da indiscrezioni emerse in ambienti informati, da un paio di elementi oggettivi.

Il primo conduce al piano particolareggiato di Baratti e Populonia. L’assessore all’urbanistica punta all’approvazione definitiva entro l’anno, trascorso il periodo delle osservazioni. Nel piano sta scritto che l’immobile può essere trasformato in albergo. «Niente Rta, nè appartamenti, nè aumento dei volumi», taglia corto Luciano Francardi.

L’altro elemento porta alle evoluzioni subìte dalla situazione nella Croce rossa. Con un decreto datato primo ottobre,l’associazione è passata da ente pubblico ad ente privato di interesse pubblico. Finisce il commissariamento e si va verso l’elezione del presidente. Prima assemblea nazionale a fine mese. Tutti i beni strumentali, come le sedi e il parco macchine, usati direttamente per lo svolgimento dell’attività della Cri, passeranno automaticamente al nuovo organismo. Per le altre proprietà - ed è questo il caso - si punta alla vendita per ripianare i debiti.

La possibilità di realizzare l’albergo sarebbe nelle corde della famiglia Gasparri, proprietaria di buona parte del borgo, che, una volta approvato definitivamente il piano, sarebbe nelle condizioni urbanistiche per richiedere il cambio di destinazione d’uso.

Il lascito alla Cri contiene un paio di vincoli. Intanto, che la struttura avrebbe dovuto rimanere uno strumento a sostegno dell'infanzia. E finchè ha retto, lo è stata: orfanatrofio, asilo e punto d'accoglienza per le prime esperienze di ospitalità estiva dei bambini di Chernobyl. Poi, anni di abbandono e di degrado, tamponati da un primo stralcio di manutenzione straordinaria a fine 2005.

L’altro vincolo stabilisce che, in caso di vendita, gli eredi della famiglia donatrice rientrino in possesso dell’immobile.

Lo scambio, con la cessione dell’edificio ai Gasparri che si impegnerebbero a realizzare un centro socioasanitario appannaggio della Cri (c’è chi dice anche di tipo diagnostico), potrebbe chiudere la partita.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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