Il Tirreno

Lavoratori a Roma al prossimo vertice

di Giorgio Pasquinucci
Lavoratori a Roma al prossimo vertice

Entro la prossima settimana il Cda dovrà scegliere la strada per evitare il crac: concordato o commissariamento

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PIOMBINO. Uno sciopero di tre ore giovedì 25, in occasione del consiglio comunale aperto sulla crisi delle industrie, e uno sciopero di 24 ore (12 per l’altoforno e 16 per l’acciaieria) il giorno della convocazione del nuovo incontro al ministero dello Sviluppo economico. Queste le decisioni assunte dalle assemblee che si sono ieri in Lucchini (fino a quella del pomeriggio con due soli voti contrari ed una astensione). Ad astenersi in quella della mattina Paolo Francini, che ha pubblicamente annunciato di aver cessato lo sciopero della fame che aveva iniziato lunedì scorso, pur confermando la sua convinzione che «la salvezza della siderurgia dovremo guadagnarcela con lotte ed iniziative sindacali continue ed eclatanti».

Durante lo sciopero di giovedì, i sindacati organizzeranno una manifestazione davanti al palazzo comunale. In occasione del nuovo vertice alla ministero saranno chiamati a scioperare tutti gli stabilimenti del Gruppo Lucchini (Piombino, Trieste, Lecco e Condove) con un manifestazione a Roma.

Fim, Fiom e Uilm hanno posto anche in votazione una linea di condotta da tenere nel corso di questa lotta per la sopravvivenza. «Qualunque iniziativa non dovrà fermare l’attività dell’altoforno – spiega il segretario della Fiom Luciano Gabrielli – E se l’iniziativa venisse dall’azienda, siamo pronti a presidiare gli impianti».

L’incontro di giovedì al ministero ha consentito di fissare alcuni punti. Intanto la dichiarata disponibilità del governo ad intervenire direttamente per assicurare la continuità produttiva dello stabilimento. L’azienda al tavolo non ha presentato alcun piano, né sciolto il nodo del percorso da intraprendere per evitare di portare i libri in tribunale. Nella sostanza una delle due strade, l’apertura di un concordato o la richiesta di un’amministrazione controllata con un commissario di nomina governativa. Scelta che in entrambi i casi spetta al consiglio di amministrazione, che sarà probabilmente riunito la prossima settimana. Il sottosegretario Claudio De Vincenti ha infatti dato dieci giorni di tempo all’azienda per sciogliere il nodo e convocare il nuovo incontro. Il governo non può imporre una scelta al Cda, ma ha comunque fatto capire di essere pronto ad entrare rapidamente in campo. Il sindaco Anselmi, in un suo post su Facebook, mette un punto interrogativo dietro la parola commissariamento, ma questa è tuttavia la strada che sembrano preferire sia lui che il sindacato ed il governo. Pur nella delicatezza della situazione, difficile sarà per il Cda non tener conto di questa sollecitazioni.

Solo dopo aver sciolto questo nodo sarà comunque possibile parlare di un progetto industriale, sia che preveda il mantenimento dell’area a caldo, sia la sostituzione dell’altoforno con un’acciaieria elettrica. Questo spiega la scena muta dell’azienda durante la riunione plenaria al ministero, iniziata in ritardo proprio perché si è prolungato un incontro ristretto tra azienda, sindaco e De Vincenti.

Il sindaco affida ancora una volta a Facebook il suo messaggio alla città, sottolineando l’impegno ottenuto dal governo ad inserire Piombino tra le area di crisi complessa previsti dal decreto sviluppo, con l’attivazione di accordi di programma su bonifiche, infrastrutture e riconversione energetica. A questo aggiunge l’impegno ad aprire con i sindacati un tavolo sulla siderurgia.

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