Sicurezza
Accertamenti fiscali a tappeto nei negozi
Le associazioni: «Esercenti presi di mira quando fanno già i conti con le tasse alte e una riduzione degli affari del 15-20%»
PORTOFERRAIO. Strangolati dalla crisi, dalle imposte e dagli accertamenti fiscali a tappeto, il vero incubo estivo del commerciante.
Si può riassumere così la situazione dei commercianti dell’isola, almeno a vedere il quadro delineato dalle associazioni di categoria. La stagione turistica appena terminata è stata pesante per le imprese del territorio, segnata da una riduzione sia in termini di presenze che di capacità di spesa da parte di chi ha visitato l’Elba.
«La flessione dei volumi d’affari dei nostri associati – dice Franca Rosso, responsabile di Confcommercio – si aggira sul 15%, fino a raggiungere picchi del 20%».
L’analisi. Le associazioni di categoria Confcommercio e Confesercenti non hanno al momento ricevuto segnalazioni rilevanti di attività chiuse a causa della flessione degli affari estivi.
«Ma temo che da adesso fino all’inizio della prossima stagione i problemi verranno fuori – commenta Robert Martorella, direttore della Confesercenti provinciale – temiamo una contrazione dell’occupazione nelle imprese che evidentemente cercheranno di ridurre i costi. E, inevitabilmente, rischiamo una riduzione di tempi di apertura, con tanti esercizi che stanno pensando di chiudere per tirare su la saracinesca solo dopo la metà di aprile».
La flessione estiva è stata generale e, quindi, non ha risparmiato alcun settore commerciale. «Forse ha retto un po’ di più, specie nel settore della ristorazione, chi ha tenuto un buon rapporto tra qualità e prezzo – spiega Franca Rosso – chi lavora con clienti affezionati e le imprese che hanno fatto uno sforzo per personalizzare l’offerta presentando ai clienti pacchetti speciali. E per fortuna una bassa stagione ha attutito il colpo».
Obiettivo destagionalizzare. I dati tutto sommato positivi di settembre e ottobre hanno convinto le associazioni di categoria della necessità di allungare la stagione turistica.
A tale proposito l’associazione Confcommercio sta mettendo in piedi con gli operatori turistici e con Terme San Giovanni il portale “Elba fuori stagione”.
«Conterrà tutte le informazioni e le offerte che l’isola dà al di fuori dei mesi estivi – spiega Franca Rosso – da un lato perseguiamo un obiettivo economico, per dare respiro alle nostre aziende, dall’altro vogliamo contribuire ad arginare il consueto abbandono dei centri storici nei mesi invernali».
A Portoferraio il sindaco Peria aveva lanciato l’idea di inserire degli incentivi, differenziando l’importo della tassa sul suolo pubblico, a favore delle attività che restano aperte anche in inverno. «Mi riprometto di contattare tutti i sindaci – dice Rosso – per studiare un sistema di incentivi efficace».
Incubo accertamenti. Il quadro, insomma, è cupo. Gli affari si sono ridotti, mentre la pressione fiscale a carico degli esercenti è aumentata.
«I commercianti vengono strangolati – attacca Martorella – alle tasse del governo si aggiungono imposte pesanti, fino agli importi alti delle utenze. E come se non bastasse, per tutta l’estate, si sono compiuti accertamenti fiscali a tappeto da parte dell’agenzia delle entrate. Un meccanismo che, sinceramente, non è più sopportabile».
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