Attenzione
Morto il secondo ibis preso a fucilate
SAN VINCENZO. Jedi non ce l'ha fatta, gravissima anche dopo l'operazione, è morta ieri mattina al Cruma. Secondo ibis eremita femmina del progetto Waldrappteam, ucciso dalla fucilata di un cacciatore...
SAN VINCENZO. Jedi non ce l'ha fatta, gravissima anche dopo l'operazione, è morta ieri mattina al Cruma. Secondo ibis eremita femmina del progetto Waldrappteam, ucciso dalla fucilata di un cacciatore a San Vincenzo: il 40enne di Camaiore (Lucca), in meno di una settimana è stato identificato e denunciato da polizia provinciale e corpo forestale. Fucilata dagli esiti terribili, che potrebbe aver messo a rischio il futuro del progetto di reinserimento di questi uccelli in Europa (si erano estinti 400 anni fa).
Perché a morire subito era stata Goja, cavallo di battaglia del Waldrappteam in quanto primo ibis ad aver compiuto, autonomamente, la migrazione imparata da giovane volando a seguito del paraplano (e per questo “dedicata” a Jane Goodall, l’ etologa e antropologa britannica). Goja stava rientrando all’area di svernamento nell’oasi Wwf di Orbetello, portando con sé la giovane figlia Jedi, finché sono state centrate.
A trovare morta Jedi, ieri, è il responsabile del Centro di recupero uccelli marini e acquatici della Lipu di Livorno, Gianluca Bedini. Qui era ricoverata, ma nonostante le cure, l’ibis stava molto male: una zampa e un'ala spappolate dal piombo, ma la cosa che preoccupava di più era un pallino che aveva perforato l'addome. «Al Cruma è ricoverato ancora l’esemplare maschio di ibis, Domino, ferito a Marina di Cecina , in un altro episodio di bracconaggio – ricorda Nicoletta Perco, referente per l’Italia del Waldrappteam – sta reagendo alle cure anche se è sempre in prognosi riservata».
Cecilia Cecchi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
