Sicurezza
Magona, la solidarietà ha evitato un dramma sociale
PIOMBINO. Il nuovo assetto produttivo della Magona (una sola linea di zincatura e una di verniciatura) prevede il fermo del reparto di laminazione, di una zincatura e dei relativi servizi. Lo ricorda...
PIOMBINO. Il nuovo assetto produttivo della Magona (una sola linea di zincatura e una di verniciatura) prevede il fermo del reparto di laminazione, di una zincatura e dei relativi servizi. Lo ricorda la Rsu, replicando alla lettera inviata nei giorni scorsi al nostro giornale da un gruppo di lavoratori del reparto “ecologia”.«La conseguenza della decisione del gruppo ArcelorMittal è l’individuazione di 320 esuberi. Ritenendo inaccettabile la gestione dell’eccedenza attraverso la Cigs a zero ore (di fatto un licenziamento) – spiega la Rsu – ci siamo accordati con l’azienda per una gestione attraverso i contratti di solidarietà».
«L’accordo, mantenendo tutti i lavoratori in forza, ha permesso di evitare un dramma sociale insostenibile – sostiene il sindacato – In questo quadro ci sono stati passaggi anche riorganizzativi su alcune postazioni di lavoro. Una delle situazioni è quella che ha riguardato gli addetti ecologia. Abbiamo dichiarato nelle assemblee – che la solidarietà al 90% di assenza degli addetti ecologia, in presenza anche di una delegittimazione del loro posto di lavoro, era da ritenersi ingiusta. Siamo quindi intervenuti con l’azienda aprendo un confronto per riportare questa situazione ad un livello di equilibrio rispetto al resto dello stabilimento».
«Chi ha interessato il sindacato sulla questione non ha ricevuto “laconiche alzate di spalle” ma anzi una garanzia di impegno nei confronti della azienda. L’intervento della Rsu – si precisa – ha consentito di ridimensionare la sofferenza psicologica e salariale dei lavoratori, dando ad alcuni di questi la effettiva possibilità di poter ruotare con i capiturno, abbassando così il loro livello di assenza e intendendo migliorarne la professionalità. Non tutti avranno la possibilità di far parte di questo numero in quanto la loro professionalità attuale non è riconosciuta idonea dall’azienda per ricoprire il ruolo della squadra di emergenza di stabilimento».
«L’azione – conclude la Rsu – sta proseguendo anche sul versante della formazione, con l’intento di rendere sempre più larghe le fasce di abbassamento dell’assenza per solidarietà, favorendo professionalità e polivalenza per tutti coloro che superano la media di stabilimento del 60%, con formazione in aula e sul campo con retribuzione piena. Entro le prime settimane di novembre il progetto formativo in discussione con l’azienda sarà definito, dopo di che avrà bisogno della certificazione del ministero del Lavoro».
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