Il Tirreno

Centrale a biomasse, la Provincia boccia il piano

di Francesca Lenzi

In conferenza dei servizi battuta d’arresto per il mega impianto di Forni Pioli è soddisfatto: «Fermato un progetto che porterebbe danni al territorio»

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SUVERETO. La Provincia rigetta il progetto della centrale a biomasse di Suvereto. L’impianto per la produzione di energia elettrica a biogas (per un totale di 999 kw), che nel piano sarebbe dovuto nascere in località La Metocca (Forni), difficilmente vedrà la luce.

I pareri contrari della maggior parte dei soggetti coinvolti, a partire dallo stesso Comune di Suvereto, vengono così avallati dalla decisione della Provincia nel corso della conferenza dei servizi, avvenuta a inizio ottobre.

Addio definitivo quindi al progetto? Non ancora. Una mano a SuvEnergy, società che ha proposto il piano, la tende infatti l’ex articolo 10-bis della legge 241/90, in base al quale l’impresa è nella possibilità di presentare, entro dieci giorni, le proprie osservazioni. Dal momento che la comunicazione agli uffici SuvEnergy risulta essere arrivata il 9 ottobre, va da sé la scadenza della consegna per il 19 dello stesso mese.

Tutto parte mesi fa con la notizia del progetto proposto da SuvEnergy, con la successiva conferenza dei servizi istruttoria al fine di esaminare il piano, alla ricerca di eventuali difetti. Lacune che in effetti emergono, in particolare laddove manca una documentazione sufficiente, con relativa richiesta di integrazioni, acquisite per l’appunto dalla Provincia nell’ultima parte dello studio. La conclusione al momento parla quindi di rigetto, motivando la decisione con più giustificazioni. Le principali? Acqua, trasporti, qualità della produzione. Nel dettaglio, mancherebbe la necessaria garanzia sull’approvvigionamento. L’impianto previsto infatti, in base alla funzionalità dei biodigestori che regolerebbero il grosso dell’operatività, richiede colture con forti esigenze di irrigazione. La vasca da 65mila metri cubi proposta dalla società è considerata dalla Provincia insufficiente per scongiurare ulteriori rischi di crisi idrica, in un’area già condizionata dal problema.

Inoltre il modello proposto per l’impianto ricadrebbe anche sui trasporti, andando a toccare, esasperandone la viabilità, strade già adesso inadeguate al traffico. Terzo punto importante, in ordine di cautela, la questione di non aderenza del progetto in una zona di alta qualità agricola.

Il Comune di Suvereto, pur consapevole dei tempi ancora a disposizione per SuvEnergy, non nasconde la propria soddisfazione. «Siamo contenti che tutte le motivazioni che avevamo presentato siano state accolte dalla Provincia – afferma il sindaco di Suvereto, Giampaolo Pioli – è fondamentale capire come la decisione sia frutto non di fattori di principio, ma di carenze tecniche del progetto. Personalmente ripeto quello che ho sempre detto; come amministrazione inizialmente abbiamo manifestato interesse nel piano in quanto presentato come grande progetto agricolo, dov’era presente anche l’impianto. In un secondo tempo invece l’idea del recupero dell’azienda agricola dismessa è stato dimenticato, per concentrarsi esclusivamente sulla centrale. A quel punto ci siamo dimostrati contrari a un progetto solo speculativo che potrebbe portare danni al territorio». «Se è vero che alcune aziende della zona hanno mostrato interesse al progetto, come eventuale fonte di reddito – conclude Pioli – è altrettanto vero che le stesse associazioni di categoria, oltre ai cittadini e ad altri soggetti coinvolti, hanno espresso parere contrario».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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