Sicurezza
In paese spuntano i manifesti anti giunta
Attacco di Berti (Marciana col sorriso): «Poca trasparenza nella gestione dei progetti pubblici»
MARCIANA. «Almeno ora il sindaco avrà letto la mia interpellanza».
Pasquale Berti, capogruppo di minoranza a Marciana con la lista “Marciana col sorriso” ha scelto un modo non certo convenzionale per protestare contro la gestione della giunta Bulgaresi.
In questo fine settimana il paese, con le frazioni di Pomonte e Procchio, è stato tappezzato da trenta manifestini che riportano, integralmente, la dura interpellanza presentata nell’ultimo consiglio comunale dal gruppo Marciana col sorriso, in cui si chiedono le dimissioni del sindaco Bulgaresi, vice sindaco Giacomelli e dell’assessore Ricci. Una sorta di “pasquinata”, ben lontana però per i toni usati per protestare contro la gestione dei beni culturali di Portoferraio.
La vicenda è esplosa lo scorso settembre e rischia, anche a seguito della distribuzione dei manifesti, di avere conseguenze legali tra i protagonisti.
L’interpellanza. «A casa la giunta dei geometri». Pasquale Berti lo ha chiesto a chiare lettere nella sua interpellanza, durissima sia per stile che per contenuti, riportata nei manifestini. In particolare la polemica di Berti è relativa alla gestione urbanistica del Comune.
Secondo il capogruppo di minoranza ci sarebbe un’«incompatibilità morale», dovuta allo stretto rapporto personale tra la responsabile dei procedimenti per l’edilizia privata Dini, attualmente responsabile dell’area tecnica del Comune, e l’assessore al territorio ed ambiente Ricci, geometra avente studio tecnico nel comune di Marciana, ove esercita la professione.
Nel mirino di Berti c'è anche il vice sindaco Giacomelli, anche lui geometra.
Per sostenere l’incompatibilità Berti cita la nota pubblicata sul Sole 24 Ore che dice, secondo legge, come «i facenti parte della giunta comunale competenti in materia di urbanistica, di edilizia e di lavori pubblici devono astenersi dall'esercitare attività professionale in materia di edilizia privata e pubblica nel territorio da essi amministrato».
Il blitz. In queste ore non sono però i contenuti della protesta ad aver attirato l’attenzione di decine di cittadini, bensì il metodo di protesta scelto da Pasquale Berti.
Il capogruppo di minoranza si è presentato nell’ufficio affissioni del Comune e ha pagato regolarmente la quota, 30 euro e 37 centesimi, per ricevere l’autorizzazione all’affissione.
«Il mio è esclusivamente un atto politico, non c’è niente di personale», ha cercato di spiegare Pasquale Berti. Fatto sta che, questo week-end, sono spuntati i primi manifesti a Marciana, in tutto ne sono stati affissi trenta. Il gesto, è innegabile, ha suscitato la curiosità di tanti cittadini. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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