Finanza
Ucciso Goja e il progetto ibis è ora a rischio
La fucilata ha colpito il capo stormo degli uccelli ormai rarissimi, che stava insegnando la rotta di migrazione ai nuovi nati grazie a un complesso lavoro sostenuto dall’Europa
SAN VINCENZO. Il cacciatore che ha impallinato e ucciso l’ibis eremita l- sabato mattina - non sa il danno che ha fatto. Non solo dal punto di vista ambientale.
È come aver frantumato in un secondo il lavoro di centinaia di persone - biologi, piloti - tutti quelli che hanno lavorato in questi anni al progetto Waldrappteam e che ci avevano permesso di rivedere, anche qui da noi, questi uccelli sterminati 400 anni fa.
Perché? A cadere sotto i pallini è stato Goja, cavallo di battaglia del progetto (partito nel 2002) in quanto primo ibis eremita ad aver compiuto, tra il 2011 ed il 2012, autonomamente la migrazione imparata da giovane volando a seguito del paraplano a motore.
A informare in proposito è Nicoletta Perco Fiumicello, biologa, referente per l’ Italia del progetto Waldrappteam commentando quanto accaduto qui da noi negli ultimi giorni.
«Purtroppo – spiega la biologa – alcuni ibis eremita del progetto Waldrappteam sono stati colpiti a fucilate. I fatti sono avvenuti rispettivamente vicino a Cecina e poi vicino San Vincenzo. Uno di questi ibis è morto. Purtroppo – conferma costernata – si trattava di Goja, fontamentale per il progetto, che stava rientrando presso l'area di svernamento situata all'oasi Wwf della Laguna di Orbetello portando con sè due giovani nati ed allevati da genitori naturali (a Burghausen). Stava quindi insegnando loro la rotta dalla Baviera alla Toscana. Purtroppo – sottolinea – il suo viaggio è stato interrotto bruscamente sabato praticamente sotto agli occhi di una volontaria del Waldrappteam che poco prima li aveva visti in volo. Gli altri due ibis si trovano al Cruma di Livorno dove il dottor Ceccherelli sta cercando di fare il possibile per salvarli».
«Si tratta – dice – di un duro colpo per il progetto e potrebbe comprometterne seriamente il futuro. Attualmente altri otto ibis eremita stanno per mettersi in viaggio per raggiungere il quartiere di svernamento presso l'Oasi Wwf della Laguna di Orbetello, è probabile che seguano la stessa rotta di Goja, lungo la costa orientale. Altri sette ibis eremita risultano invece dispersi».
La migrazione guidata dai piloti si era svolta ogni anno, a settembre, ma per il 2012 il Waldrappteam aveva deciso - non a caso - di sospenderla per concentrarsi sulla campagna anti bracconaggio, che vede anche la collaborazione della Federazione Italiana della caccia.
Peccato gli ibis eremita, da noi “svezzati”, si fidino troppo dell’uomo, in generale.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
