Sicurezza
Il “caso Piombino” arriva a Roma
Oggi il sindaco Anselmi illustra ai ministri Passera e Clini il dramma delle fabbriche
PIOMBINO. L’appuntamento è per oggi alle 17 al ministero dello sviluppo, in via Veneto a Roma. Al tavolo, da una parte i ministri Corrado Passera (sviluppo e infrastrutture) e Corrado Clini (ambiente) dall’altro il sindaco Gianni Anselmi. «Andrò da solo – dice il sindaco piombinese alla vigilia dell’incontro – del resto sono stato invitato solo io. Quella che mi si offre è un’opportunità unica – prosegue Anselmi – non capita a molti sindaci, nemmeno di grandi città, di poter parlare contemporaneamente con due ministri. Cosa dirò loro, però, preferisco non anticiparlo. Spero solo – glissa Anselmi – che non siano irritati per la storia del tetto».
Dal tetto a Roma. Già, la storia del tetto. L’incontro romano di oggi è infatti direttamente conseguente alla clamorosa iniziativa messa in atto da Anselmi martedì scorso, quando insieme a tre sindacalisti salì sul tetto di un capannone della Lucchini e ci rimase fin quando - come chiedeva - non fosse stato contattato dai ministri Clini e Passera. Un gesto clamoroso e decisamente irrituale, soprattutto per un sindaco, fatto per portare all’attenzione nazionale la drammatica situazione in cui si trova il polo siderurgico piombinese e, a catena, l’economia e le prospettive future di tutta la zona.
Ed è questo, in estrema sintesi, che il sindaco andrà oggi a illustrare a Passera e Clini e agli staff tecnici dei rispettivi ministeri, che molto probabilmente parteciperanno all’incontro. L’obiettivo finale dell’azione promossa da Anselmi - ma sostenuta da tutte le forze politiche e dai sindacati - è noto: aprire a livello nazionale un “caso Piombino”. Un tavolo incrociato con ministero dello sviluppo e ministero dell’ambiente per trovare una via d’uscita alla drammatica crisi delle fabbriche siderurgiche e per delineare prospettive che possano dare un futuro a tutta la zona. Insomma, trattenere le imprese che già ci sono e creare le possibilità per attrarne altre. È soprattutto per questo secondo aspetto che è indispensabile la presenza al tavolo anche del ministero dell’ambiente: c’è infatti da dare il via a quella campagna di bonifiche che possano mettere a disposizione le aree lasciate libere dall’industria, per poi riattivarle per nuovi insediamenti produttivi.
Sciopero della fame. In contemporanea all’incontro romano, Paolo Francini, operaio della Lucchini e sindacalista Fiom, oggi inizierà lo sciopero della fame. L’iniziativa, già annunciata nei giorni scorsi, è riconfermata dallo stesso Francini in una breve lettera inviata ieri alla stampa e al sindacato. Francini rinuncerà al cibo almeno fino a giovedì 18, quando è in programma l’incontro fra sindacati e istituzioni al ministero dello sviluppo.
L’iniziativa dell’operaio è stata criticata da Mirko Lami, coordinatore delle Rsu Lucchini, a sua volta protagonista l’anno scorso di uno sciopero della fame al quale si unì proprio Francini. Per Lami, lo sciopero della fame adesso è un gesto troppo estremo che può creare strappi nell’azione collettiva dei sindacati. Francini ribatte che il suo gesto è invece «un’esortazione a fare di più, noi lavoratori e soprattutto il sindacato, in una situazione davvero difficile, affinché Piombino diventi un caso nazionale».
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