Sicurezza
Targa sott’acqua per il vigile del fuoco che amava il mare
PIOMBINO. È trascorso un anno dalla morte di Giorgio Tinagli, 45 anni, vigile del fuoco a Piombino, uno dei componenti dell'Explorer Team Chimera di Portoferraio, deceduto per un malore durante una...
PIOMBINO. È trascorso un anno dalla morte di Giorgio Tinagli, 45 anni, vigile del fuoco a Piombino, uno dei componenti dell'Explorer Team Chimera di Portoferraio, deceduto per un malore durante una immersione sul relitto di una nave romana, carica di anfore per il trasporto di vino e olio, affondata a 65 metri di profondità di fronte a Punta del Nasuto poco lontano dal porto di Marciana Marina.
Stamani dalle 9 è in programma al porto di Salivoli una cerimonia per ricordarlo organizzata dai vigili del fuoco ma anche dai tanti amici, colleghi e forze di polizia che avevano come lui la passione del'archeologia subacquea. Una targa in bronzo con un sub che ha acceso la fiamma simbolo del corpo dei vigili del fuoco e la frase «Terra, acqua, fuoco, aria - ogni elemento la tua passione ma il tuo sogno era il mare - gli amici a Giorgio » dopo la benedizione a Salivoli di frate Marco della parrocchia dell'Immacolata verrà trasportata su un gommone dei vigili del fuoco (sub giungeranno anche da Livorno e Firenze) accompagnato da mezzi di rappresentanza di carabinieri, polizia di stato, guardia di finanza di Piombino e Portoferraio, ufficio circondariale marittino Piombino e posizionata su un fondale davanti all'isola di Cerboli.
La cerimonia è stata voluta fortemente per ricordare un grande appassionato della ricerca archeologica in mare, da anni tra i responsabili del Diving Centro Sub di Perelli dove si occupava anche dei corsi di formazione. Da tempo aveva cominciato a collaborare con l'Explorer Team Chimera. Aveva già effettuato immersioni sul relitto della nave romana affondata al largo di Marciana Marina più di duemila anni fa. Tinagli quel 17 ottobre 2011 stava allestendo con altri colleghi e sub un campo boe intorno al relitto in previsione di una nuova campagna di studi (allora la sesta) da parte della Soprintenza di Firenze. Il relitto del Nasuto e il suo prezioso contenuto, ancora oggi non del tutto svelato, ha uno straordinario interesse per gli archeologi.
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