Toscana
L’estate da incubo del turismo balneare
Federalberghi: «Un po’ meglio in bassa stagione, ma gli hotel hanno guadagnato il 20% in meno rispetto al 2011»
PORTOFERRAIO. Il crollo è stato meno fragoroso di quello che si è abbattuto sulla costa livornese. Ma i volumi di affari delle imprese turistiche dell’isola si sono ridotti del 20% rispetto all’estate del 2011. Il quadro elbano, non certo positivo, ci viene fornito da Federalberghi, al centro in questi giorni di una polemica vibrante con la Regione sulla percezione della crisi del settore turistico. Se per la Regione le presenze turistiche in Toscana sono calate del 3,9%, per Federalberghi il calo è stato del 15%, fino al -20% nella costa livornese.
Dati elbani. La flessione turistica si è fatta sentire negli alberghi elbani. Questo è quanto conferma Lucio De Biase, vicepresidente di Federalberghi Toscana, che parla - per l’Elba - di una riduzione intorno al 15% delle presenze estive e di una contrazione di circa il 20% del volume di affari delle imprese turistiche. Insomma all’Elba si è visto meno movimento turistico ma la botta si è fatta sentire maggiormente nelle casse degli alberghi. «Questo perché gli imprenditori si sono mossi con tutti gli strumenti a disposizione per arginare il calo delle presenze – spiega Lucio De Biase – gli alberghi hanno messo in campo promozioni e applicato sconti. Il risultato, in termini di fatturato, si è visto».
Secondo Federalberghi è stato soprattutto il crollo del turismo balneare ad aver spinto verso il basso l’andamento turistico dell’estate appena terminata. «La botta si è fatta sentire soprattutto dal 15 giugno al 31 agosto – commenta il vice presidente De Biase – sono venuti a mancare soprattutto i turisti italiani che hanno pagato il conto della crisi economica, mentre è andata un po’ meglio con i turisti stranieri».
Tenuta in bassa stagione. L’analisi di Federalberghi è meno impietosa da settembre in poi, dove l’afflusso di stranieri, soprattutto svizzeri e tedeschi ha mascherato la caduta. «Il confronto con lo scorso anno è meno pesante – spiega De Biase – rispetto a settembre-ottobre del 2011 la riduzione si è fermata intorno al 10%, meglio rispetto al resto dell’estate. Ma in questo periodo gli alberghi sono pieni solo al 30-40% e i prezzi, ovviamente, sono molto più bassi». Insomma la tenuta di questi giorni non rappresenta il respiro di sollievo di cui avrebbero bisogno le strutture ricettive dell’isola.
Futuro nero. Il quadro delineato da Federalberghi non è certo roseo. E l’associazione teme per le ripercussioni sulle imprese, dopo un’estate negativa. «Siamo preoccupati – spiega De Biase – ci risulta che diverse aziende siano già chiuse e si siano rivolte alle banche del territorio per attingere a nuovi finanziamenti. Sarà difficile per tanti alberghi garantire, come accaduto fino a quest’anno, i sei mesi di lavoro. La riforma voluta dalla Fornero sui contratti a chiamata complica ulteriormente il quadro. Temiamo che le imprese, già dal prossimo anno, facciano molta più fatica ad assumere».
Il timore dell’associazione è che la congiuntura economica generale possa restare negativa a lungo. «Per l’Elba c’è un altro aspetto da tenere d’occhio – conclude De Biase – occorre mantenere alta la concorrenza nel sistema dei traghetti, in modo da tenere bassi i prezzi. È importante che le compagnie non restino solo due».
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