Il Tirreno

Strappi ricuciti, il sindacato rilancia

Strappi ricuciti, il sindacato rilancia

Nutrita assemblea alla Lucchini, decisi scioperi e una eventuale manifestazione a Roma davanti al ministero

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PIOMBINO. L’assemblea dei lavoratori Lucchini, a cui ha partecipato anche un gruppo della Magona, era inizialmente convocata nella sala dell’ex Dup. Ma alla ieri 14,30 si sono presentati così tanti che è stato necessario allestire in fretta e furia gli altoparlanti e spostare la sede del dibattito all’esterno, nel piazzale antistante. L’impegno di convocarla era stato preso dai sindacati durante i più concitati momenti della manifestazione di mercoledì sulla Variante Aurelia, sbloccando le resistenze di un nutrito gruppo di lavoratori che avrebbe voluto continuare il blocco della superstrada.

Ma ieri, nonostante gli appassionati interventi, un clima preoccupato e qualche protesta gridata, i toni sono stati assai più pacati. Alcuni dei lavoratori più attivi nella contestazione dei sindacati, hanno proposto, di fronte alla gravità dalla situazione, uno sciopero di 24 ore. Sciopero che potrebbe essere indetto, insieme ad una manifestazione dei lavoratori a Roma, in occasione dell’incontro del 18 al ministero dello Sviluppo economico di cui il sindacato ha ieri avuto conferma. «Questo però – precisa il segretario della Fiom Luciano Gabrielli – solo se nel caso che l’azienda avesse l’intenzione di presentare in quella sede un piano industriale, altrimenti a Roma andrà solo una delegazione e il giorno successivo convocheremo un’assemblea».

Uno sciopero di due ore dovrebbe invece essere convocate mercoledì 17, in occasione del consiglio comunale aperto sulla siderurgia, che però, proprio a causa della convocazione al ministero il giorno dopo, potrebbe saltare. L’assemblea ha anche approvato all’unanimità la proposta di montare una tenda in una delle piazze del centro cittadino dove realizzare un presidio permanente.

Ad introdurre l’assemblea è stato il segretario della Uilm Vincenzo Renda. «Nonostante siano rimaste tutte le preoccupazioni sul futuro della Lucchini – ha sottolineato – qualche risultato lo abbiamo ottenuto, come quello di mantenere in fabbrica tutti i contratti a termine. Il nostro obiettivo è quello di mantenere il ciclo integrale, che è la garanzia per il futuro occupazionale».

Sulla situazione della Magona si è soffermato il segretario della Fim Fausto Fagioli. A Gabrielli è toccato, nelle conclusioni, il delicato compito di ricucitura delle posizioni in questi giorni emerse tra i lavoratori. All’unanimità l’assemblea ha approvato le proposte di Fiom, Fiom e Uilm, a cominciare da quelle sulle regole: ogni iniziativa sarà sottoposta a referendum, con voto palese in assemblea, salvo nei casi di della necessità di decisioni immediate. Sarà quindi organizzato nei prossimo giorni il presidio permanente richiesto dai lavoratori, lo sciopero di due ore del 17 e, nel caso, quello con la manifestazione a Roma il 18. Al governo i sindacati chiederanno impegni precisi sulle bonifiche, le infrastrutture e il risparmio energetico. Una richiesta, quest’ultima, a cui è interessata soprattutto la Magona, che secondo il sindacato ha tutte le caratteristiche per stare sul mercato e mantenere l’ occupazione.

Oltre allo spettro del possibile default a breve della Lucchini, i lavoratori sono preoccupati anche delle voci di un eventuale commissariamento. «Potremmo accettare a sostiene Gabriella a un’amministrazione controllata solo con i un soggetto industriale interessato alla Lucchini all’orizzonte a patto che siano salvaguardate le imprese d’appalto».(g.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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