Il Tirreno

Invalido al 100% senza accompagnamento

di Stefano Taglione
Invalido al 100% senza accompagnamento

Anziano muore dopo un mese dall’indennità negata, il giudice condanna Inps a versare i contributi

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PORTOFERRAIO. Era invalido al 100%, ma per la commissione medica di prima istanza non era «persona handicappata grave» e non meritava l’indennità di accompagnamento. Ci è voluto un giudice, quest’estate, per dire che Giuseppe Balsamelli, ex medico del lavoro e dirigente sanitario dell’Asl elbana deceduto il 17 gennaio 2011, meritava i benefici a sostegno degli invalidi civili totalmente inabili. Mesi di battaglie a colpi di carte bollate da parte della vedova, Emanuela Lorenzetti, hanno portato il Tribunale di Livorno, dopo una consulenza medica affidata al dottor Stefano Neri, a ribaltare il verdetto della commissione, che il 15 dicembre 2010, trentatre giorni prima della morte di Balsamelli, aveva respinto la richiesta di concessione dei benefit al 72enne, che già nel 2005 era stato dichiarato invalido all’85%.

L’ex dirigente sanitario, morto in seguito ad una cachessia neoplastica, alla data di presentazione della domanda soffriva di insufficienza respiratoria, tubercolosi polmonare, gastrectomia subtotale per ulcera peptica, neoplasia polmonare destra con ripetizioni surrenali (trattata chirurgicamente), ripetizioni cerebrali (trattate con radioterapia sterotassica), e ripetizioni ossee (trattate con chemioterapia) in fase di avanzata progressione di malattia. «Nonostante mio marito fosse affetto da una serie di patologie gravi – commenta Emanuela Lorenzetti – la commissione ha respinto la domanda, dichiarandolo invalido al 100%, ma non tale da poter godere dei benefici dell’indennità di accompagnamento. Giuseppe è deceduto dopo appena trentatre giorni dalla visita e, come riportato dal certificato necroscopico, la causa terminale della morte è stata la cacchessia neoplastica, la cui evoluzione solitamente non si compie in trentatre giorni». Secondo il dottor Stefano Neri, incaricato dal Tribunale, «pur con le intuibili difficoltà ad esprimersi su degli atti, al momento della visita contestata erano ravvisabili elementi di compromissione della salute tali da determinare una perdita dell’autonomia personale di Balsamelli e tali da legittimare la concessione dell’indennità di accompagnamento».

Così il giudice Domenico Provenzano ha condannato l’Inps al risarcimento delle spese processuali (circa 2mila euro) e al riconoscimento del contributi dal dicembre del 2010 (il primo giorno del mese successivo alla richiesta) fino alla morte dell’ex medico di origine fiorentina (il 17 gennaio del 2011). «Ho trovato di fronte una grave incompetenza – si sfoga Emanuela Lorenzetti –. Si parla spesso di invalidità facili e non dovute, ma ritengo che sia altrettanto grave non essere in grado di riconoscere la gravità di certe situazioni. Qualcuno deve avere il compito e la responsabilità di controllare che queste commissioni siano formate da persone veramente competenti e moralmente oneste».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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