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Cinque stelle «Rispettare il voto sull’acqua»

PIOMBINO. Il Movimento 5 stelle si organizza: sito web, profilo faceebook,incontri settimanali al Centro giovani, una trentina di militanti tra cui Susy Ninci e Giovanni Adriani. Sono loro a...

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PIOMBINO. Il Movimento 5 stelle si organizza: sito web, profilo faceebook,incontri settimanali al Centro giovani, una trentina di militanti tra cui Susy Ninci e Giovanni Adriani. Sono loro a consegnare in redazione la prima comunicazione ufficiale del Meetup Piombino 5 stelle. Si comincia dall’acqua. Pubblica.

La remunerazione del capitale investito è stata abrogata dal referendum del 2011. Perché allora i cittadini pagano ancora la stessa bolletta? La domanda di fondo è questa ed è rivolta ai comuni dell’ATO5.

«Nel luglio del 2011 - dice il movimeno - quasi 27 milioni di italiani hanno democraticamente deciso che l'acqua è un bene pubblico e la "remunerazione del capitale investito", il 7% che poi incide sulla bolletta in modo cumulativo, in valori che oscillano dal 9% al 15% in base alla gestione del servizio idrico, non deve essere più inserita nel calcolo della tariffa».

Ad oggi, a distanza di mesi da quel referendum, invece, risulta che in tutta Italia nessun gestore abbia applicato la normativa e ridotto le tariffe.

«Il Forum Italiano dei movimenti per l'Acqua Pubblica - aggiunge - ha quindi promosso una campagna di "Obbedienza Civile", in cui sostanzialmente si attua una proposta di auto-regolamentazione volta ad intimare ai gestori del servizio idrico l'applicazione del risultato referendario, aiutando i cittadini a far valere i propri legittimi diritti. Anche nel nostro territorio, il Comitato Acqua Pubblica Val di Cornia ha consegnato il 22 agosto 2012 ad Asa e AtoO5 le richieste di riduzione della bolletta, sottoscritte da 132 cittadini della Val di Cornia».

Asa sta continuando a calcolare le bollette caricandole anche sulla parte della remunerazione del capitale investito abrogata dal referendum, «ma afferma - dice il Meetup Piombino - che non può far altro che applicare quanto disposto dall'organismo delegato a decidere in materia di tariffe, cioè Ato. L'illegittimità viene ammessa, seppur incolpando altri organismi di tale situazione. L'Ato è un organismo che esprime la volontà dei sindaci, quindi sono i sindaci a vanificare la volontà popolare».

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