Il dolore
Asa ha retto la lunga estate calda
I vertici dell’azienda fanno un bilancio positivo su come è stata affrontata l’emergenza idrica
PIOMBINO. I vertici aziendali di ASA, il presidente del consiglio di gestione Fabio Del Nista, il direttore generale Michele Caturegli ed il presidente del consiglio di sorveglianza Fabio Baldassarri, hanno spiegato nel corso di una conferenza stampa come l’azienda è riuscita a superare la “lunga estate calda” del 2012 e quali sono i progetti per il futuro. L’estate appena trascorsa si è distinta per l’emergenza idrica in Val di Cornia, eppure il bilancio tratto è, nelle parole di Del Nista «non del tutto negativo.» Le ragioni sono presto dette. Non ci sono stati problemi di approvvigionamento idrico nei centri maggiori, cioè Campiglia-Venturina e Piombino. Difficoltà sono state registrate a Sassetta ed a Monteverdi, superate in entrambi i casi col ricorso alle autobotti.
Le difficoltà del bilancio idrico 2012 sono state influenzate anche dal fatto che la nostra zona è una zona paludosa, il che può provocare in caso di siccità il richiamo dell’acqua dal mare con i connessi rischi di salinità: la presenza di sale nell’acqua influisce sulla potabilità e sul suo utilizzo per scopi industriali o agricoli. A rendere il problema idrico meno pesante c’è stata anche la crisi. Sia la crisi nel settore industriale, sia una minore presenza turistica hanno diminuito i consumi . Un fattore che ha maggiormente contribuito a far superare l’estate quasi indenne la Val di Cornia è stato, secondo Fabio Baldassarri, «il cambiamento radicale operato dalla società negli interventi di riparazione. Gli interventi sono rapidi e puntuali». Per quanto concerne i dati amministrativi, è stato affermato che in Val di Cornia ASA, su una rete idrica di 500 km, ha un fatturato annuo di 16 milioni di Euro, cui si accompagna, purtroppo, un tasso di morosità storico equivalente all’incirca alla metà. L’ammontare degli investimenti eguaglia il fatturato. Oltre all’investimento per la riduzione del boro e l’arsenico, sono stati investiti 10 milioni di Euro per l’acquedotto industriale, perché, ha spiegato Del Nista «la nostra azione sul comprensorio non si limita alla potabilità, ma agisce sul doppio fronte dell’acqua potabile e di quella industriale». ASA si trova a gestire nel complesso 3500 km di rete idrica, ma le spese che incontra non sono distribuite regolarmente su tutto il territorio. «I maggiori costi le abbiamo in tre punti del territorio da noi coperto- ha detto Del Nista, a Volterra, all’isola d’Elba e appunto in Val di Cornia. Il motivo è che in queste località mancano investimenti strutturali, che invece sono già stati compiuti in altre parti; questi interventi riducono la necessità di nostri interventi e comunque li rendono meno complicati. Sono questi che fanno la differenza e non il ricorrere all’acqua del fiume Cornia o alla Gera». Il bilancio della passata stagione viene in conclusione definito soddisfacente «se pensiamo - ha concluso Fabio Del Nista - che quest’anno nel centro più grande, Piombino, pur con le maggiori difficoltà meteorologiche, siamo riusciti a tamponare ogni situazione ed abbiamo fatto meglio degli anni passati».
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