Gioco
Oggi la manifestazione a sostegno delle fabbriche
PIOMBINO. I sindacati sperano in una grande partecipazione alla manifestazione di stamani a Venturina, organizzata dai sindacati a sostegno del polo siderurgico piombinese. Un appuntamento che...
PIOMBINO. I sindacati sperano in una grande partecipazione alla manifestazione di stamani a Venturina, organizzata dai sindacati a sostegno del polo siderurgico piombinese.
Un appuntamento che idealmente è il seguito di quello messo in atto ieri dal sindaco Gianni Anselmi e dai coordinatori Rsu della Lucchini, Mirko Lami (Fiom), Sergio Cardellini (Fim) e Lorenzo Fusco (Uilm): se ieri a un certo punto qualcuno dei sindacalisti non ha potuto fare a meno di notare come poca gente fosse accorsa alla Lucchini («Manca un segnale forte – ha scritto nel pomeriggio su Facebook il coordinatore Fiom Mirko Lami – mentre la cittadinanza sarebbe dovuta venire, almeno a portare un saluto al sindaco»), è chiaro che oggi tutti si attendono un gran numero di persone, non solo lavoratori delle fabbriche, alla manifestazione di Venturina.
Quattro pullman partono da Piombino (portineria centrale Lucchini) alle 9,10, con fermata a ISchia alle 9,15. Se sarà necessario poi i pullman torneranno indietro per caricare altre persone. Il grosso ovviamente arriverà con le auto, non solo da Piombino, ma pure dal resto della Val di Cornia e da Follonica.
Il concentramento è fissato alle 9,30 in via Cerrini, da dove si snoderà la manifestazione.
Lo sciopero di tre ore toccherà l’intero comparto industriale piombinese. Quindi stop dalle 9 alle 12 in Lucchini, Magona e Dalmine. Alla Lucchini si fermerà anche l’altoforno, per ragioni legate a un intervento di riduzione delle tubiere, già previsto e che non avrà riflessi sulla produzione.
Ieri l’organizzazione della manifestazione di Venturina si è consumata nell’attesa di una risposta del governo al gesto di Anselmi e dei tre sindacalisti: del resto se la situazione della Lucchini si è drammatizzata negli ultimi giorni, certo non va meglio per la Magona dove l’Arcelor Mittal da tempo ha mostrato il suo scarso interesse per le sorti dello stabilimento di Piombino. Situazioni che comportano serie quanto ovvie conseguenze per tutto il mondo dell’indotto, già allo stremo per una crisi che sembra senza fine.
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