Il dolore
ORA SERVE L’INTERVENTO DEL GOVERNO
Riceviamo da Paolo Francini, lavoratore Lucchini, iscritto Fiom, queste riflessioni sulla fase che attraversa la fabbrica. Come il coordinatore Fiom, Mirko Lami, anche Francini fece lo sciopero della...
Riceviamo da Paolo Francini, lavoratore Lucchini, iscritto Fiom, queste riflessioni sulla fase che attraversa la fabbrica. Come il coordinatore Fiom, Mirko Lami, anche Francini fece lo sciopero della fame in difesa dello stabilimento.
. Sono un operaio della Lucchini, direi ormai uno dei più vecchi,visto che ci lavoro dal 1980. In questi anni ne ho vissute di crisi e di momenti drammatici. Ad esempio nel ’92, quando il sindacato, dopo 39 giorni di sciopero, abbandonò i lavoratori e decise di piegarsi agli interessi dei privati e di certe forze politiche. Quando rientrammo in fabbrica, fuori ci lasciammo la nostra dignità e i nostri diritti. Oggi ci giochiamo la sopravvivenza e con essa, la vita di un territorio. Proprio per questo dovevamo far diventare la crisi piombinese (Lucchini, Magona, indotto) un caso nazionale nell’ agenda del governo e dei mezzi di informazione, perché solo l’intervento risolutivo dello Stato può creare le condizioni per non far chiudere Piombino.
Lo Stato deve intervenire sulle bonifiche, sulle infrastrutture e sul costo dell’energia. Dobbiamo conquistarci questo con proposte e lotte adeguate. Le proposte:1) Il sindacato deve pretendere dal governo un piano di emergenza per la siderurgia italiana unendo i casi di Taranto, Piombino, Terni, Trieste ecc. Nessuno può salvarsi da solo, meno che mai Piombino. Secondo, le lotte: non si può pensare che una manifestazione a Piombino, una volta ogni due mesi, ci risolva il problema. All’inizio del 2013 il CDA della Lucchini, probabilmente, dichiarerà fallimento. Da qui ad allora, ogni giorno dovrà essere un giorno di lotta e di iniziativa, soprattutto fuori Piombino. Il sindacato elabori subito un calendario di iniziative forti da sottoporre al voto dei lavoratori per una assunzione collettiva di responsabilità. E’ arrivato il momento di scegliere: per il sindacato se proteggere i lavoratori a qualsiasi costo; per i lavoratori se tornare ad essere protagonisti del proprio futuro.
Paolo Francini
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