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Malattie oculari, toscani fatalisti

Malattie oculari, toscani fatalisti

Per curare e prevenire le malattie dell’occhio, i cittadini toscani si dimostrano pessimisti e fatalisti. Secondo un’indagine presentata al Senato della Repubblica, la metà e rispettivamente un terzo...

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Per curare e prevenire le malattie dell’occhio, i cittadini toscani si dimostrano pessimisti e fatalisti.

Secondo un’indagine presentata al Senato della Repubblica, la metà e rispettivamente un terzo appaiono rassegnati. Un dato preoccupante, come si è detto all’incontro promosso da Novartis, che è legato soprattutto all’insufficiente informazione ed all’educazione sanitaria. Eppure le affezioni visive non sono poche, né lievi.

Nella nostra Regione sono circa 40.000 i casi di glaucoma ( l’aumento della pressione interna al bulbo oculare), oltre 15.000 quelli con degenerazione maculare (colpita è la membrana nervosa) con 2500 i nuovi casi annui, 4.000 invece, i malati d’edema maculare diabetico. Sono situazioni in grado di generare uno stato d’ipovisione, cioè grave perdita della vista con capacità visiva inferiore a 3 decimi ovvero non si riconosce ad un metro di distanza un oggetto che una persona normale riconosce a 20 metri. Condizione critica e limitante l’autonomia, dunque, con aumento di tre volte della depressione, doppio rischio di cadute a terra. E se cataratta ed il glaucoma sono conosciuti, per le altre invece molti non ne hanno mai sentito parlare. In pratica, si riconosce la gravità della cecità, non altrettanto quella dell’ipovisione. Ecco perché, ha detto Philippe Barrois di Novartis Italia, Istituzioni, società scientifiche ed associazioni di pazienti devono lavorare insieme e fornire adeguate risorse per garantire appropriatezza e sicurezza delle cure ed una risposta assistenziale integrata ed omogenea. La diagnosi tempestiva e l’accesso all’innovazione possono infatti permettere di ridurre i casi di cecità ed ipovisione ed i conseguenti costi sanitari e sociali, ma soprattutto raggiungere l’obiettivo comune che è il diritto alla vista ed alla salute dei cittadini.

Gian Ugo Berti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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