Il Tirreno

Lucchini, il sindaco di Piombino protesta sul tetto di un capannone: le reazioni 

Lucchini, il sindaco di Piombino protesta sul tetto di un capannone: le reazioni 

Politici e sindacalisti hanno espresso solidarietà e vicinanza al sindaco Anselmi che si è barricato sul tetto di un capannone della Lucchini, a trenta metri d'altezza - L'articolo - Audio/Intervista - Il diario della protesta

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Il gesto del sindaco di Piombino, Gianni Anselmi,che stamani intorno alle 11 è salito sul tetto di un capannone della Lucchini ha suscitato diverse reazioni da parte di politici e sindacati che hanno espresso solidarietà e vicinanza al primo cittadino. Il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, ha contattato il sindaco telefonicamente e gli ha chiesto informazioni sulla situazione dell'azienda e in che modo avrebbe potuto essere utile. «Ti siamo vicini», ha detto Bersani. Anselmi è stato contattato anche da Nichi Vendola che ha espresso vicinanza alla causa della Lucchini.

«Il sindaco di Piombino ha fatto bene a salire sul tetto della Lucchini, perchè questo servirà a smuovere le acque. Condivido pienamente la scelta del sindaco Anselmi, e a lui va il mio massimo sostegno, ma insieme alla protesta la Toscana è bene che vada a Roma con una proposta». Lo ha detto il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi in apertura dei lavori del Consiglio regionale. A iniziare la discussione è stato il vicepresidente dell'Assemblea Giuliano Fedeli (Idv) e sulla questione delle acciaierie di Piombino sono state presentate alcune mozioni da parte del Pd e della vicepresidente della commissione emergenza occupazionale marina Staccioli (Gruppo misto). Secondo Rossi «più volte abbiamo chiesto al Governo di intervenire. Ma sembra emergere un quadro in cui questo Governo prova a mettere qualche politica industriale ma non ha messo in campo squadra sufficiente a dare risposte di cui la Toscana ha bisogno». «Per questo - ha aggiunto - sarebbe il caso di istituire un tavolo presso la Regione che con forze istituzionali e sindacati avanzi una piattaforma da cui partire. È infatti opportuno che nel momento in cui si va a Roma, ci andassimo con una nostra proposta perchè la giusta protesta deve avere accanto anche una proposta». Altrimenti, ha concluso Rossi, «la vicenda rimarrà in sospeso chissà per quanto tempo anche di fronte alla debolezza delle politiche industriali del governo».

«Condividiamo in pieno la preoccupazione del sindaco e dei lavoratori delle acciaierie di Piombino. Il gesto del sindaco Anselmi oggi rappresenta giustamente l'ansia per il futuro di centinaia di persone: i lavoratori delle acciaierie, quelli dell'indotto, le loro famiglie. Gli amministratori locali a tutti i livelli in questi anni si sono impegnati per avere certezze sul polo siderurgico. Ci auguriamo che il gesto di oggi riporti su Piombino l'attenzione del governo e che questo prontamente si attivi perché l'impegno profuso a livello locale non può fare a meno di un intervento concreto a livello centrale. Stiamo parlando di migliaia di posti di lavoro ed è evidente che si tratta di una questione nazionale». Così il segretario del Pd della Toscana, Andrea Manciulli, dopo il gesto del sindaco Gianni Anselmi.

«Solidarietà al Sindaco di Piombino Gianni Anselmi, che è salito a diverse decine di metri di altezza con indosso la fascia tricolore per ottenere una data certa per un incontro con il Governo sulla situazione delle Acciaierie Lucchini». Lo dichiara, in una nota, l'on. Fabio Evangelisti, segretario Idv Toscana, esprimendo la vicinanza di Idv al gesto forte del Primo Cittadino e dei lavoratori che sono insieme a lui per attirare l'attenzione del Governo sulla delicata vertenza dell'acciaio in Val di Cornia. «Condividiamo le preoccupazioni del Sindaco Anselmi -spiega Evangelisti - Piombino, non meno dell'Ilva di Taranto, ha quanto mai bisogno di un intervento urgente da parte del Governo per procedere alle bonifiche, per una pianificazione infrastrutturale e per un vero rilancio industriale. Non è accettabile che l'unica strategia di presunto rilancio sia fondata sui continui stop all'altoforno. Di questo passo, l'azienda non può andare avanti e si continueranno soltanto ad accumulare debiti senza nessuna strategia di ripresa». «Per questo ci uniamo al grido di protesta di Anselmi e torniamo ancora una volta a chiedere una decisa e chiara presa di posizione da parte del Governo, che deve finalmente dire ai lavoratori e al territorio della Val di Cornia che cosa intende fare dell'industria siderurgica italiana e quale politica industriale vuole mettere in campo per risollevare questo settore strategico per il Paese», continua Evangelisti. «In questo senso, proprio questa mattina abbiamo depositato un'interrogazione al Governo, insieme all'on. Silvia Velo e altri deputati toscani, affinchè si istituisca un Tavolo nazionale della siderurgia, si intervenga per accelerare il processo di riqualificazione complessiva del sito siderurgico e si individuino le opportune misure volte ad assicurare le risorse necessarie al finanziamento degli ammortizzatori sociali al fine di scongiurare la perdita di più di 5000 posti di lavoro».

«Dopo mesi che lavoratori, organizzazioni sindacali ed istituzioni chiedono al governo un tavolo per affrontare il problema delle acciaierie oggi per richiamare l'attenzione del governo si è costretti a salire sui tetti»: così Alessio Gramolati segretario generale della Cgil Toscana venuto a conoscenza della protesta del sindaco di Piombino. «Al sindaco, ai lavoratori che continuano la loro mobilitazione - aggiunge Gramolati - va la solidarietà di tutta la Cgil Toscana». Gramolati conclude ricordando, che «la siderurgia di Piombino rappresenta il 2% del Pil della Toscana e il 10% del manifatturiero regionale». E per domani è in programma lo sciopero dei metalmeccanici di Dalmine, Magona, Lucchini e dell'indotto siderurgico. L'appuntamento è al cavalcavia di via Cerrini a Venturina, domattina (mercoledì) alle 09.00. Uno sciopero con manifestazione per ribadire l'urgente necessità dell'intervento del governo, sono 5.000 i posti di lavoro a rischio fra diretti ed indotto. Non è più rinviabile, secondo la Cgil, un un tavolo nazionale sulla siderurgia in quanto settore strategico, una risposta concreta sui temi delle bonifiche, infrastrutture e risparmio energetico, il riconoscimento dei Contratti di Solidarietà come intervento straordinario e strutturale per la gestione di periodi di crisi, fuori dal conteggio della CIG, un impegno per la ricerca di soluzioni industriali al fine di salvare il secondo polo siderurgico italiano.

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di Redazione web