Il Tirreno

Lotta per la sopravvivenza, domani fabbriche ferme

di Valeria Parrini
Lotta per la sopravvivenza, domani fabbriche ferme

I lavoratori di Dalmine, Magona, Lucchini e dell’indotto siderurgico raggiungeranno Venturina, stop anche all’Afo per un intervento alle tubiere

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PIOMBINO. Una fabbrica in mano alle banche. Un compratore che non c’è. Il rischio del fallimento. E la certezza che, senza un intervento governativo rapido, non ci si possa più fare.

Fermare la china imboccata dalla Lucchini è uno degli obiettivi della mattinata di mobilitazione decisa per domani da Fim, Fiom e Uilm, che porterà fino al cavalcaferrovia di Venturina i lavoratori in sciopero.

Uno degli obiettivi. Perchè la lotta per la sopravvivenza abbraccia la Magona, dove il disimpegno di Mittal, pronto a lasciare l’Italia e l’ Europa, assume ogni giorno contorni più inquietanti. E l’indotto, legato a doppio filo alle sorti degli stabilimenti.

In tutto, cinquemila posti a rischio, secondo le stime sindacali, con ricadute sociali ed economiche fin troppo facilmente prevedibili.

Lo sciopero di domani riguarderà l’intero polo industriale. Incluso il tubificio Dalmine, dove le prospettive sono meno nebulose e il mercato dà un po’ di respiro.

Dalle 9 alle 12 si fermerà buona parte dei reparti. Tranne quelli comandati dall’accordo sulla salvaguardia impianti. Stop anche all’altoforno, ma per l’intervento di riduzione delle tubiere. «Un adeguamento impiantistico che, comunque, lascerà inalterata la produzione attuale», dicono fonti aziendali.

I punti essenziali della piattaforma elaborata dalle segreterie sindacali e dalle Rsu delle singole realtà, indicano il governo come l’unica sponda in grado di arginare il disastro. «Non per assistenzialismo», tengono a sottolineare da un pezzo sindacati e istituzionli locali. Che continuano a definire strategico il ruolo della siderurgia italiana a ciclo integrale (Piombino, Taranto, Trieste), ritenendo che il Paese non possa farne a meno.

Da qui la richiesta di un tavolo nazionale della siderurgia accompagnata, per Piombino, da una risposta concreta sui temi delle bonifiche, delle infrastrutture e del risparmio energetico.

Di pari passo va il riconoscimento dei contratti di solidarietà come strumento straordinario e strutturale per la gestione dei periodi di crisi. Un ammortizzatore aggiuntivo rispetto alla cassa integrazione.

Con i pullman messi a disposizione dai sindacati e con le auto, i lavoratori raggiungeranno Venturina. Alle 9,30, concentramento in via Cerrini nei pressi del cavalcaferrovia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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