Gioco
Gatti in fabbrica, serve una soluzione
Troppi animali muoiono per la mancanza di cibo, via a una trattativa per una massiccia sterilizzazione
PIOMBINO. A volte qualche operaio porta fuori dalla fabbrica cuccioli di gatto, nati tra i capannoni, per “salvarli”, nonostante le difficoltà di un lavoro strozzato dalla crisi. Perché ormai non proprio tutti i mici rischiano di essere gettati nell'altoforno per gioco (più che una leggenda metropolitana, una triste realtà andata avanti a lungo, ne parla anche Silvia Avallone nel romanzo diventato film, "Acciaio") o di nascere praticamente già sordi, morendo piccolissimi.
Però restano tanti timori tra gli amanti degli animali, perché la situazione dei gatti in fabbrica si conferma la più tragica del territorio. Gatte non sterilizzate che partoriscono di continuo. Molti muoiono con le ondate di freddo invernale. Per il rifornimento di cibo sempre a rischio, visti i tagli e le fermate, si è andati avanti grazie alla buona volontà di alcuni dipendenti che - volontariamente - hanno fatto il giro dei reparti.
Tra i gattili più a ridosso del muro della fabbrica c'è quello della stazione di Porto Vecchio. Se ne occupano le volontarie dell'associazione Casa Margot. «Ormai pochi gatti, variano dagli otto ai quattro a seconda delle giornate – racconta Cristina Biagini – sono maschi e femmine sterilizzate. Ma sarebbe necessario un referente interno e se qualcuno vuol mettersi in contatto con noi può chiamare il numero 334 6643138 (redbiagini@libero.it). Abbiamo anche proposto al Comune di promuovere un censimento tra Lucchini e Magona, considerazione che l’assessore Chiarei ha definito “meritoria”».
Situazioni particolari? «Di recente un abbandono che ho anche denunciato alla polizia municipale, una gatta nera molto domestica e che aveva ancora il latte... dei gattini nessuna traccia. Quella sera – ricorda – ho incrociato un’auto mentre andavo al gattile, auto già vista in precedenza. Confidiamo nelle telecamere che ci sono per rintracciarla».
Altra colonia - quota Enpa - in largo Caduti sul lavoro - piazzale Lucchini: qui una quidicina di mici, le gatte tutte sterilizzate (prese con molta fatica, anche dopo un mese e mezzo di posta per la cattura). In area portuale, darsena Magona, ci vanno tutti (e nessuno).
Come detto, comunque, all’interno delle fabbriche i gatti non sono più “soli”. Operai assicurano la presenza di « spazi riservati ai mici, però, per la maggior parte, ancora selvatici, cioè non si fanno toccare». Certo tra camion e quant’altro, i pericoli sono infiniti. Poi c’è chi ha dato disponibilità, a fabbrica chiusa per lunghi periodi e si è preso l’incarico di distribuire, facendo il giro con la macchina, croccantini e bottiglie d'acqua reparto per reparto, dal treno rotaie fino all'altoforno al treno medio piccolo, al treno vergella. Ovunque fosse stata segnalata una colonia. Ma il numero di gatti resta impreciso. Chi “sta dentro” dà una cifre approssimativa di 100-150 animali.
A fare da costante appoggio sui reparti e in continuo colloqui con le dirigenze l’Enpa sezione Piombino.
«Tante le difficoltà – ha spiegato il commissario straordinario Carlo Ormo, durante la presentazione del calendario “Randagi 2013”, al Centro giovani – ma stiamo cercando di stringere i tempi con Lucchini e Magona. Importante sarebbe poter intervenire per risolvere le difficoltà dall'interno e provvedere alle sterilizzazioni oltre a censire gli animali. L'Enpa fa quel che può senza che ci sia stata destinataria alcuna eredità e non abbiamo chiesto nulla. Il lascito, la casa di Manuela Gabellieri spettava agli animali e il Comune ha provveduto come necessario. A noi arrivano solo i contributi per la gestione del canile municipale il resto – ha concluso – anche nelle fabbriche lo facciamo grazie alla generosità e alla collaborazione dei volontari».
Cecilia Cecchi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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